giovedì 11 dicembre 2025

Hans Scharoun: architettura organica espressionista e sociale, di Carlo Sarno

 

Hans Scharoun: architettura organica espressionista e sociale

di Carlo Sarno



INTRODUZIONE

L'architettura organica di Hans Scharoun (1893-1972) si distingue per un approccio che mette l'esperienza umana e la funzione sociale al centro del progetto, superando il rigore geometrico del funzionalismo tradizionale.
A differenza di altri maestri come Wright, che cercavano l'armonia con il paesaggio naturale, Scharoun interpretava l'organicità come un processo di crescita "dall'interno verso l'esterno", dove la forma dell'edificio è il risultato diretto delle necessità funzionali e spirituali degli occupanti.

Principi Fondamentali
Progettazione Centripeta: L'edificio non nasce da una forma esterna prestabilita, ma si espande a partire dal suo nucleo funzionale. Ad esempio, nella Philharmonie di Berlino, il design è guidato dal concetto di "musica al centro", con il pubblico disposto a terrazze intorno all'orchestra.
Spazio Fluido e Dinamico: Scharoun rompe la scatola muraria tradizionale per creare sequenze spaziali asimmetriche e ritmate che invitano al movimento.
Integrazione con il Sito: Anche in contesti urbani, le sue opere cercano un dialogo con l'ambiente circostante attraverso ampie vetrate, balconi e forme che sembrano "ancorarsi" al terreno.
Indifferenza verso la Facciata: Per Scharoun, la facciata non deve essere una maschera estetica, ma la sincera espressione del volume interno.

Opere Iconiche
Philharmonie di Berlino (1963): Considerata il suo capolavoro, ridefinisce la sala da concerto come un paesaggio acustico e sociale.
Casa Schminke (1933): Un esempio di "residenza organica" dove gli spazi interni fluiscono verso il giardino; le sue forme curve e i ponti esterni le sono valsi il soprannome di "piroscafo".
Biblioteca Statale di Berlino (1978): Un labirinto di luce e spazi aperti progettato per incoraggiare lo studio e l'interazione.

Scharoun ha saputo fondere l'espressionismo con una profonda attenzione al funzionalismo, creando ambienti che non sono solo edifici, ma veri e propri organismi viventi al servizio della comunità.





L'ARCHITETTURA ORGANICA DI HANS SCHAROUN

Il funzionalismo organico di Hans Scharoun rappresenta una deviazione cruciale dal funzionalismo "meccanico" del Bauhaus. Per Scharoun, la funzione non è un parametro puramente tecnico o geometrico, ma un'entità vivente e psicologica che deve generare la forma.
Ecco i pilastri teorici del suo approccio:

1. Wesenhaftes Bauen (Costruire l'Essenza)
Scharoun sosteneva che ogni progetto possedesse un'essenza specifica (Wesen) derivante dall'attività umana che ospita. L'architetto non deve imporre una forma esterna (come un cubo o una griglia razionalista), ma deve permettere alla "funzione spirituale" di espandersi e cristallizzarsi in volumi.
Esempio: Nella Philharmonie di Berlino, la forma non segue un canone estetico, ma l'essenza dell'ascolto collettivo, dove la musica si diffonde come da un centro verso una valle.

2. Il Funzionalismo vs Razionalismo
Mentre il razionalismo di Walter Gropius cercava l'efficienza attraverso la standardizzazione e gli angoli retti, il funzionalismo di Scharoun era psicologico e sociale:
Spazio Gerarchico: Non tutti gli spazi hanno lo stesso valore. Scharoun crea "paesaggi interni" con altezze variabili e angoli acuti per riflettere l'importanza diversa delle attività (es. il passaggio da un corridoio stretto a una sala monumentale).
Democrazia Spaziale: Scharoun vedeva l'architettura come uno strumento per una società democratica. I suoi edifici, come la Biblioteca Statale di Berlino, rifiutano l'imposizione di un percorso unico, offrendo invece molteplici prospettive e libertà di movimento.

3. L'Edificio come Organismo
Per Scharoun, l'edificio è un organismo dove le parti (stanze, percorsi, servizi) sono connesse come organi in un corpo. Questa visione portava a:
Forme asimmetriche: La simmetria è vista come una forzatura "morta"; l'asimmetria è il segno del dinamismo vitale.
Luce come materiale: La luce non serve solo a illuminare, ma a guidare l'utente attraverso lo spazio, definendo "zone di sosta" e "zone di transito".

Sintesi della Teoria
Se il motto del razionalismo era "la forma segue la funzione" (intesa come utilità pratica), per Scharoun "la forma è il risultato della vita". Ogni sua opera è un esperimento di architettura organica che cerca di tradurre l'ordine invisibile delle relazioni umane in un ordine visibile di volumi e luci.



HUGO HARING E HANS SCHAROUN

La relazione tra Hugo Häring (1882–1958) e Hans Scharoun (1893-1972) è stata una delle collaborazioni intellettuali più profonde dell'architettura del XX secolo. Häring è considerato il mentore teorico di Scharoun. Mentre Häring era il "filosofo" del movimento organico, scrivendo molto ma costruendo poco, Scharoun ne è stato il "costruttore", colui che ha tradotto quelle teorie in capolavori spaziali.
Ecco i punti chiave del loro legame:

1. Mentore e Allievo
Sebbene fossero colleghi, Häring (di 11 anni più anziano) esercitò un'enorme influenza su Scharoun. Scharoun assorbì le teorie di Häring sulla Wesenhafte Gestalt (forma essenziale), secondo cui la forma di un edificio non deve essere imposta dall'architetto, ma deve "scoprirsi" analizzando la funzione e le esigenze dell'utente.

2. Il Gruppo "Der Ring"
Entrambi furono membri fondatori del gruppo Der Ring (1926) a Berlino, un collettivo di architetti modernisti (tra cui anche Gropius e Mies van der Rohe). All'interno del gruppo, Scharoun e Häring rappresentavano l'ala organico-funzionalista, contrapposta alla linea più razionalista e geometrica di Gropius.

3. Collaborazioni e Progetti Urbani
Siemensstadt (1929-1931): In questo importante quartiere di edilizia sociale a Berlino, Scharoun fu il coordinatore del piano urbanistico, mentre Häring progettò uno dei blocchi residenziali caratterizzati dai celebri balconi arrotondati.
Urbanistica Organica: Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Scharoun utilizzò il concetto di Stadtlandschaft (paesaggio urbano), teorizzato originariamente da Häring, per immaginare la ricostruzione di Berlino come una città integrata nel paesaggio naturale e priva di rigide griglie ortogonali.

4. Resistenza durante il Nazismo
Durante il periodo del Terzo Reich, entrambi vissero una sorta di "esilio interno". Non potendo realizzare grandi opere pubbliche, si dedicarono alla progettazione di case unifamiliari (come la famosa Casa Schminke di Scharoun) e allo studio teorico, influenzandosi a vicenda nelle discussioni sulla "democrazia spaziale".

In sintesi, senza il supporto teorico di Häring, l'architettura organica di Scharoun (inclusa la Philharmonie di Berlino) non avrebbe raggiunto quella complessità spaziale e filosofica che la rende unica nel panorama del Modernismo.



FRANK LLOYD WRIGHT E HANS SCHAROUN

La relazione tra Frank Lloyd Wright (1867-1959) e Hans Scharoun non è di collaborazione diretta, ma di affinità elettiva e divergenza filosofica all'interno del macro-movimento dell'architettura organica. Entrambi rifiutavano la "scatola" razionalista, ma interpretavano il concetto di "organismo" in modi differenti.

Punti di Contatto
Rifiuto del Razionalismo: Entrambi si opponevano alla standardizzazione del Bauhaus e di Le Corbusier, preferendo forme che rispondessero alle necessità umane piuttosto che a regole geometriche predefinite.
Crescita dall'interno: Entrambi credevano che l'edificio dovesse svilupparsi dall'interno verso l'esterno, partendo dalle funzioni vitali per arrivare alla forma finale.

Differenze Fondamentali

CaratteristicaFrank Lloyd WrightHans Scharoun
Natura vs FunzioneL'architettura deve essere in armonia con il sito naturale (es. Fallingwater).L'architettura deve rispondere all'essenza dell'attività umana (es. il "paesaggio acustico" della Philharmonie).
GeometriaSpesso utilizza geometrie precise (triangoli, cerchi, esagoni) per dare ordine alla natura.Predilige forme libere, asimmetriche e frammentate che rifiutano ogni canone geometrico precostituito.
ObiettivoLa fusione mistica e spirituale tra uomo e paesaggio.La creazione di un paesaggio sociale e democratico all'interno dell'edificio.

Mentre Wright è il padre dell'organicismo americano legato alla terra e ai materiali naturali, Scharoun rappresenta l'organicismo europeo (influenzato da Hugo Häring), più focalizzato sulla sociologia dello spazio e sulla libertà dell'individuo nel contesto urbano.


La differenza risiede nel punto di partenza dell'organismo: per Wright è la Natura (biologica e geografica), per Häring e Scharoun è la Funzione (l'essenza dell'atto umano).

1. Frank Lloyd Wright: L'Organismo come Unità Naturale
Per Wright, l'edificio è un organismo perché imita le leggi della natura.
Integrazione col Sito: L'edificio "appartiene" al terreno, come se nascesse da esso (es. Fallingwater).
Unità Formale: Tutte le parti sono legate da un'unica logica geometrica (spesso triangoli o esagoni) che garantisce armonia estetica.
Materiali: L'uso di pietra e legno serve a rendere l'opera una continuazione del paesaggio.

2. Hugo Häring: L'Organismo come "Creatura" Funzionale
Häring porta il concetto su un piano quasi metafisico. Per lui l'architetto non deve progettare, ma "lasciar accadere".
Wesenhaftes Bauen: L'edificio deve trovare la sua forma specifica (Gestalt) come un organo trova la sua forma in base al compito che svolge (es. un occhio ha quella forma per vedere).
Rifiuto della Geometria: La geometria è una "camicia di forza" che uccide la vita. L'edificio è un organismo perché è "puro rendimento" vitale, senza preoccupazioni estetiche preconcette.

3. Hans Scharoun: L'Organismo come Paesaggio Sociale
Scharoun traduce l'idealismo di Häring in realtà spaziale, aggiungendo una dimensione democratica.
Dall'Interno all'Esterno: L'organismo scharouniano nasce dal movimento dell'uomo nello spazio. La forma esterna è solo la "pelle" risultante da flussi interni.
Socialità: Nella Philharmonie di Berlino, l'organismo è un "vigneto" umano: le persone si aggregano in gruppi naturali, creando un paesaggio sociale che non segue gerarchie classiche.

ConcettoWrightHäring/Scharoun
OrigineIl Paesaggio e la TerraL'Attività e il Movimento
FormaUnitaria e geometricaFrammentata e asimmetrica
MetaforaUna pianta che cresce nel sitoUn organo che evolve per una funzione

In sintesi: l'organismo di Wright è morfologico (vuole sembrare naturale), quello di Häring e Scharoun è fisiologico (vuole funzionare come un essere vivente).



ALVAR AALTO E HANS SCHAROUN

La relazione tra Hans Scharoun e Alvar Aalto (1898-1976) è quella di due "compagni di strada" che hanno guidato la seconda generazione del Modernismo verso un'architettura più umana, sensoriale e meno rigida rispetto al razionalismo puro.
Sebbene Scharoun provenisse dall'Espressionismo tedesco e Aalto dal Classicismo nordico, le loro carriere sono confluite in quella che lo storico Peter Blundell Jones definisce "l'altra tradizione" dell'architettura moderna: l'Architettura Organica.

Analogie e Convergenze
Funzionalismo Psicologico: Entrambi rifiutavano il funzionalismo "tecnico" (standardizzazione estrema). Per loro, la funzione di un edificio includeva il benessere emotivo e la percezione sensoriale dell'utente.
Spazio Gerarchico e Dinamico: Entrambi utilizzavano cambi di quota, soffitti inclinati e planimetrie asimmetriche per definire diversi gradi di intimità o importanza sociale all'interno dell'edificio.
Luce e Materiali: Entrambi usavano la luce naturale come un elemento costruttivo primario. Tuttavia, mentre Scharoun era più sperimentale con i colori, Aalto eccelleva nell'uso di materiali caldi come il legno e il mattone per "umanizzare" l'architettura.

Differenze di Approccio
Frammentazione vs Sintesi: Scharoun tendeva alla frammentazione estrema, creando edifici che all'esterno potevano apparire "disordinati" perché specchio fedele della complessità interna. Aalto, invece, cercava sempre una sintesi organica tra la modernità industriale e la tradizione artigianale del suo paese.
Natura vs Paesaggio Sociale: Per Aalto, l'organicità era spesso legata al dialogo con il paesaggio naturale circostante. Per Scharoun, l'organicità era più legata alla creazione di un paesaggio sociale interno (come i "vigneti" di spettatori nella Philharmonie).

Incontri Diretti: Il caso Wolfsburg
I due maestri si trovarono in competizione diretta in Germania a Wolfsburg.
Aalto progettò il Centro Culturale (1962), vincendo la commessa contro altri colleghi.
Scharoun vinse invece il concorso per il Teatro cittadino (1973), superando proprio un progetto di Aalto.
Oggi i due edifici sorgono vicini, offrendo un confronto unico tra le due interpretazioni dell'architettura organica europea.



GIOVANNI MICHELUCCI E HANS SCHAROUN

La relazione tra Giovanni Michelucci (1891-1990) e Hans Scharoun non è di discepolanza diretta, ma di una profonda affinità elettiva maturata nel secondo dopoguerra, quando entrambi divennero i massimi esponenti di un'architettura che rifiutava la "scatola" razionalista a favore di uno spazio fluido, sociale e simbolico.

Ecco i punti di connessione fondamentali:

1. Il superamento del Razionalismo
Entrambi hanno vissuto una parabola simile: partiti da una fase più controllata (il Razionalismo di Michelucci nella Stazione di Firenze e il primo Modernismo di Scharoun), approdarono a un linguaggio espressionista e organico. Rifiutavano l'idea dell'edificio come "macchina per abitare", vedendolo invece come un "organismo per vivere".

2. L'idea di "Percorso" e "Città" nell'edificio
Il legame più forte risiede nella concezione dello spazio interno come paesaggio urbano:
La "Chiesa-Città": Nella Chiesa dell'Autostrada del Sole di Michelucci, lo spazio non è una navata tradizionale, ma un percorso tortuoso, quasi un vicolo medievale, che culmina in una tenda di cemento.
La "Piazza-Sala": Nella Philharmonie di Berlino, Scharoun trasforma l'atrio e la sala in un sistema di terrazze e piazze sovrapposte che imitano la complessità di una città.

3. Architettura come Evento Sociale
Per entrambi, l'architettura non è un oggetto da contemplare, ma un evento che accade quando le persone la abitano.
Michelucci parlava di architettura come "disegno di relazioni umane".
Scharoun parlava di architettura come "organizzazione di funzioni sociali".

4. La forma "Aperta" e l'Asimmetria
Entrambi utilizzano forme asimmetriche e tetti dalla geometria complessa (a "tenda" o a "vela") per rompere la monumentalità classica. La struttura non deve essere imponente, ma deve apparire in movimento, capace di accogliere la diversità delle persone.

ElementoGiovanni MichelucciHans Scharoun
Opera SimboloChiesa di San Giovanni BattistaPhilharmonie di Berlino
Materiale PreferitoPietra, rame e cemento a vistaCemento, metallo e vetro colorato
Concetto ChiaveLo spazio come "Incontro"Lo spazio come "Crescita organica"

Sebbene i due non abbiano mai collaborato, Michelucci guardava con estremo interesse alla libertà spaziale tedesca di Scharoun per liberare l'architettura italiana dai residui del formalismo fascista e dal rigore del funzionalismo milanese.


Per Scharoun e Michelucci, la ricostruzione post-bellica non era solo un problema tecnico di "mettere mattoni", ma un atto di rifondazione democratica. Entrambi vedevano l'architetto come un mediatore sociale che doveva guarire le ferite del totalitarismo attraverso lo spazio.

Ecco come interpretavano questo ruolo politico:
1. Hans Scharoun: L'Architettura come Educazione alla Democrazia
Dopo il 1945, Scharoun fu nominato direttore dell'ufficio edilizio di Berlino. La sua visione politica era chiara: la città nazista era stata monumentale e coercitiva; la città nuova doveva essere aperta e libera.
Il Kollektivplan (1946): Scharoun propose di radere al suolo la gerarchia stradale prussiana per creare una Stadtlandschaft (paesaggio urbano) dove abitazioni e natura si intrecciassero. Politicamente, questo significava distruggere i simboli del potere centrale per dare potere al "collettivo".
Spazio Anti-Autoritario: Nella Philharmonie, eliminò la distinzione tra "platea dei ricchi" e "galleria dei poveri", creando un sistema di terrazze dove tutti i cittadini erano sullo stesso livello. L'edificio diventava un modello di società democratica.

2. Giovanni Michelucci: L'Architetto come "Uomo di Comunità"
In Italia, Michelucci si oppose alla ricostruzione puramente speculativa o monumentale. Per lui, il ruolo politico dell'architetto era ascoltare la "città che vive".
Contro il "Feticcio" della Forma: Michelucci criticava gli architetti che imponevano stili dall'alto. Sosteneva che l'architetto dovesse progettare spazi "incompiuti", capaci di adattarsi ai bisogni mutevoli della gente.
La Nuova Socialità: Nei suoi scritti su La Nuova Città, teorizzava spazi che favorissero l'incontro tra classi sociali diverse. La politica, per lui, si faceva creando spazi di sosta e dialogo, come piazze e porticati, per contrastare l'alienazione della modernità.
Confronto tra le due Visioni Politiche
AspettoHans ScharounGiovanni Michelucci
Obiettivo PoliticoSuperare il trauma del Nazismo tramite la libertà formale.Superare il Fascismo e l'alienazione industriale tramite il senso di comunità.
MetodoPianificazione "organica" e frammentazione dei volumi.Progettazione partecipata (idealmente) e spazi fluidi ("spazio per l'uomo").
Il Cittadino è...Un individuo libero in un sistema democratico complesso.Un membro di una comunità solidale che abita la strada.
Entrambi non hanno visto realizzati i loro piani urbanistici più radicali (il piano di Scharoun per Berlino fu scartato, così come molte idee di Michelucci per Firenze), ma hanno lasciato edifici che fungono da "manifesti politici in pietra": strutture che rifiutano il potere centrale per celebrare l'esperienza dell'utente comune.


IL KOLLEKTIVPLAN

Il Kollektivplan (1946) rappresenta l'applicazione su scala urbana delle teorie del "funzionalismo organico" e del concetto di Wesenhaftes Bauen. In una Berlino rasa al suolo, Scharoun vide l'opportunità di curare le ferite sociali e fisiche del nazismo attraverso una pianificazione radicalmente nuova.
Ecco come le sue teorie organiche hanno plasmato il piano:

1. La "Stadtlandschaft" (Città-Paesaggio)
Scharoun rifiutò la ricostruzione della città tradizionale (fatta di isolati chiusi e strade a corridoio).
Applicazione organica: L'idea era di trasformare Berlino in un organismo integrato con la geografia del luogo, in particolare con la valle della Sprea. La città non doveva più essere una "massa di cemento", ma un insieme di nuclei abitativi immersi nel verde.
Relazione con Häring: Qui si vede la massima applicazione del concetto di paesaggio urbano condiviso con Hugo Häring.

2. Scomposizione della Gerarchia Autoritaria
Il piano riflette la sua visione della democrazia spaziale.
Decentramento: Scharoun propose di distruggere la griglia stradale centralizzata, simbolo del potere prussiano e nazista, a favore di unità di vicinato autonome chiamate "Wohnzellen" (cellule abitative).
L'organismo cellulare: Proprio come in un essere vivente, ogni cellula doveva avere i propri organi (scuole, negozi, servizi) per garantire la vita quotidiana senza dipendere da un centro monumentale.

3. Funzionalismo Organico delle Infrastrutture
Il sistema dei trasporti nel Kollektivplan non segue logiche estetiche, ma funzionali al movimento umano.
Separazione dei flussi: Scharoun immaginò strade a scorrimento veloce separate dai percorsi pedonali, permettendo all'uomo (l'utente dell'organismo) di muoversi in sicurezza nella natura, mentre le "vene" del traffico scorrevano altrove.
Crescita dall'interno: La forma della città doveva seguire la "linea del destino" dei cittadini, non i confini storici predefiniti.

4. Un piano realizzato solo in parte
Il piano fu considerato troppo radicale perché ignorava la storia urbana e la proprietà fondiaria. Fu presto accantonato a favore di una ricostruzione più tradizionale, ma i suoi principi sopravvissero in frammenti iconici come il Kulturforum.

Sintesi del Ruolo dell'Architetto nel Piano
Per Scharoun, l'architetto nel dopoguerra non era un decoratore, ma un "biologo sociale" incaricato di riorganizzare le funzioni vitali di una popolazione traumatizzata.



IL KULTURFORUM

Il Kulturforum di Berlino non è solo un complesso di edifici, ma il frammento più concreto e monumentale del Kollektivplan di Scharoun. Rappresenta il tentativo di creare un nuovo "centro spirituale" per la Berlino Ovest, basato non sul potere politico o commerciale, ma sulla cultura e sulla democrazia spaziale.
Ecco come incarna i principi del funzionalismo organico:

1. La "Stadtlandschaft" in miniatura
Invece di una piazza chiusa tradizionale (come Piazza Navona o Potsdamer Platz), Scharoun concepì il Kulturforum come un paesaggio urbano aperto.
Continuità Spaziale: Gli edifici — la Philharmonie, la Biblioteca Statale e il Museo degli Strumenti Musicali — non sono allineati lungo strade, ma "appoggiati" su un terreno modellato con lievi pendenze e terrazze.
Apertura: Lo spazio tra gli edifici è vitale quanto gli edifici stessi; doveva essere un luogo di libero movimento che rompeva la rigidità della vecchia città prussiana.

2. L'Organismo Culturale
Scharoun vedeva le diverse istituzioni del Forum come organi di un unico corpo sociale:
La Philharmonie rappresenta l'emozione e l'ascolto collettivo.
La Biblioteca rappresenta la riflessione e il sapere.
Il dialogo tra le forme: Le silhouette frastagliate e i tetti dorati creano un'unità visiva che si contrapponeva al rigore della Neue Nationalgalerie di Mies van der Rohe (situata nello stesso complesso), che Scharoun considerava troppo rigida e "chiusa".

3. Un Centro "Eccentrico" e Democratico
Politicamente, il Kulturforum doveva essere l'antitesi della Unter den Linden (il viale monumentale rimasto a Berlino Est).
Assenza di un asse principale: Non esiste un punto di vista privilegiato o un ingresso trionfale. L'utente è invitato a esplorare il forum da molteplici angolazioni, riflettendo l'idea di un cittadino attivo e non sottomesso a una gerarchia architettonica.
Margine come Centro: Situato a ridosso del Muro di Berlino, il Kulturforum trasformava un "non-luogo" di confine nel nuovo cuore pulsante della città libera.

4. Il fallimento dell'integrazione
Oggi il Kulturforum è spesso criticato per essere un luogo dispersivo e battuto dal vento. Questo perché è un organismo incompleto: Scharoun non riuscì a realizzare la componente residenziale e i collegamenti pedonali verdi che avrebbero dovuto "ammorbidire" l'area, lasciando gli edifici come isole monumentali in un mare di asfalto.
Nonostante ciò, resta l'esempio più alto di come Scharoun volesse "urbanizzare il paesaggio e paesaggizzare la città".



OPERE SIGNIFICATIVE DI HANS SCHAROUN

Le opere più significative di Hans Scharoun segnano l'evoluzione dall'espressionismo degli esordi fino alla maturità del funzionalismo organico.
Ecco i suoi capolavori fondamentali:

1. Philharmonie di Berlino (1956-1963)
È il suo testamento spirituale e architettonico. Scharoun rivoluziona la tipologia della sala da concerto ponendo l'orchestra al centro e il pubblico disposto su terrazze asimmetriche digradanti (il concetto di "vigneto"). L'esterno, con il suo iconico rivestimento color oro e le forme a tenda, riflette la complessità acustica e spaziale interna. Sito Ufficiale Berliner Philharmoniker.

2. Casa Schminke a Löbau (1930-1933)
Considerata una delle case più importanti del XX secolo (al pari di Villa Savoye o Villa Tugendhat), è l'apice del suo periodo residenziale. Caratterizzata da ampie vetrate e terrazze che aggettano come ponti di una nave, incarna l'idea di abitare fluido tra interno e giardino. Fondazione Haus Schminke.

3. Complesso residenziale "Romeo e Giulietta" a Stoccarda (1954-1959)
In quest'opera, Scharoun applica l'organismo ai grandi complessi abitativi. Le due torri sono completamente diverse: "Giulietta" è compatta e protettiva, "Romeo" è dinamica e protesa verso l'esterno. Gli appartamenti rifiutano lo schema a "scatola" per offrire viste e orientamenti solari unici. Sito ArchDaily.

4. Biblioteca Statale di Berlino (1967-1978)
Situata nel Kulturforum accanto alla Philharmonie, è un immenso "paesaggio di lettura". Gli spazi sono interconnessi senza barriere rigide, creando un ambiente democratico e stimolante dove la luce zenitale guida lo studioso tra i diversi livelli. Sito Staatsbibliothek zu Berlin.

5. Edificio alla Weissenhofsiedlung di Stoccarda (1927)
Parte del celebre quartiere sperimentale del Modernismo, la casa di Scharoun si distinse da quelle di Gropius o Le Corbusier per le sue linee curve e l'attenzione ai flussi domestici, anticipando già allora il distacco dal rigore ortogonale. Weissenhof Museum.



EDIFICIO CASA 33 

L'edificio progettato da Hans Scharoun per l'esposizione del Weissenhofsiedlung (1927) a Stoccarda, noto come Casa 33, rappresenta una delle voci più originali del quartiere, distinguendosi nettamente dal rigore ortogonale dei colleghi come Gropius o Mies van der Rohe.




Caratteristiche Principali
Forma Dinamica e Curve: A differenza dei volumi cubici circostanti, la casa di Scharoun presenta estremità arrotondate (a nord e a sud) che conferiscono all'edificio un aspetto plastico e dinamico.
Estetica Navale: L'influenza del design nautico è evidente nella scala esterna curva realizzata in lamiere di ferro e nelle finestre a oblò sulla terrazza, elementi che anticipano lo stile "a piroscafo" della successiva Casa Schminke.
Progettazione "Dall'interno verso l'esterno": Scharoun sviluppò la pianta partendo dai flussi di vita quotidiana. Gli spazi interni sono concepiti come corpi geometrici che si incastrano, rendendo visibili all'esterno le diverse funzioni abitative.
Uso del Colore: Mentre gran parte del quartiere è bianca, Scharoun utilizzò accenti cromatici significativi, come l'arancione per i cornicioni, per sottolineare i volumi e le transizioni spaziali.

Innovazioni Funzionali
Luce e Orientamento: L'ampio soggiorno al piano terra e le tre camere da letto al piano superiore sono orientati a sud-est per massimizzare l'esposizione solare, un concetto pionieristico per l'epoca.
Flessibilità e Arredi: Gli interni sono caratterizzati da mobili integrati e pareti che fungono da assi spaziali per collegare interno ed esterno, superando la concezione tradizionale della parete come limite.
Tecnica Costruttiva: L'edificio utilizza una struttura a scheletro in acciaio rivestita con pannelli isolanti in pomice e gesso, permettendo una grande libertà nella disposizione delle pareti interne.

Oggi la casa è parte del sito UNESCO del Weissenhof ed è una tappa fondamentale per comprendere come Scharoun abbia introdotto la sensibilità organica nel cuore del Modernismo europeo.



CASA SCHMINKE

Completata nel 1933 a Löbau, in Sassonia, la Casa Schminke è considerata uno dei massimi capolavori dell'architettura moderna, al pari di Villa Savoye o Villa Tugendhat. Fu progettata per l'industriale Fritz Schminke, proprietario di una fabbrica di pasta adiacente.




 


Caratteristiche Architettoniche
L'Estetica Navale: Soprannominata "Nudeldampfer" (vaporetto per la pasta), la villa richiama l'architettura dei transatlantici con le sue facciate curve bianche, le ringhiere metalliche, le scale esterne e le finestre a oblò.
Integrazione Organica: L'edificio si sviluppa con una struttura a scheletro in acciaio che permette ampie vetrate a tutta altezza. Questo crea una transizione fluida tra l'interno e il giardino, facendo percepire l'area esterna come un'estensione dello spazio abitativo.
Orientamento e Luce: Scharoun studiò il movimento delle ombre durante il giorno. Il soggiorno allungato è orientato a sud per catturare la luce, mentre verso nord si apre con pareti di vetro sul paesaggio.

Organizzazione degli Spazi
Zona Giorno (Piano Terra): Un atrio centrale collega il soggiorno, la sala da pranzo e un giardino d'inverno. La cucina è una "Frankfurt kitchen" originale, uno dei primi esempi di cucina integrata e funzionale.
Zona Notte (Primo Piano): Le camere da letto sono progettate con un approccio quasi spartano, simili a cabine di una nave per offrire rifugio e intimità.
Dettagli per la Famiglia: La casa fu pensata per le esigenze specifiche dei quattro figli della coppia, con arredi integrati e soluzioni salvaspazio progettate dallo stesso Scharoun.

Oggi la casa è gestita da una fondazione; è visitabile come museo e offre la possibilità unica di pernottare per sperimentare direttamente la sua abitabilità organica.



COMPLESSO RESIDENZIALE "ROMEO E GIULIETTA"

Costruito tra il 1954 e il 1959 nel quartiere di Zuffenhausen a Stoccarda, il complesso "Romeo e Giulietta" rappresenta uno dei vertici della ricerca di Scharoun sull'abitare collettivo. Qui, l'architetto tedesco dimostra che anche l'edilizia ad alta densità può essere organica e non alienante.
Ecco gli aspetti che rendono unico questo progetto:






1. La coppia di opposti: Romeo e Giulietta
Scharoun concepisce le due torri come un dialogo tra caratteri diversi, quasi antropomorfizzati:
Romeo (la torre alta): Alta 19 piani, è caratterizzata da una pianta dinamica e frastagliata. Con le sue punte e i balconi che si protendono verso l'esterno, sembra "esplodere" nello spazio urbano, cercando luce e vista da ogni angolazione.
Giulietta (la torre bassa): Disposta a ferro di cavallo intorno a un cortile interno, è più bassa (8 piani) e protettiva. Rappresenta l'accoglienza e l'intimità, chiudendosi su se stessa per creare un senso di comunità.

2. L'appartamento come "Paesaggio"
Scharoun rifiuta lo schema rigido degli appartamenti standard dell'epoca.
Piante asimmetriche: All'interno di "Romeo", gli spazi non sono rettangolari. Le stanze si incastrano con angoli acuti e ottusi, eliminando i corridoi bui e creando un flusso continuo tra le aree.
Viste panoramiche: Grazie alla pianta a "stella" o a "ali", ogni appartamento gode di un'esposizione multipla. I balconi sono progettati come "prua" di una nave per offrire massima privacy e luce naturale. Guarda i dettagli su ArchDaily.

3. Funzione Sociale e Politica
In linea con il suo ruolo nella ricostruzione tedesca, Scharoun voleva che l'architettura favorisse la libertà individuale:
Niente anonimato: La varietà delle forme esterne rende ogni appartamento "riconoscibile" dalla strada. L'abitante non vive in una cella identica a mille altre, ma in uno spazio unico.
Integrazione urbana: Il complesso comprende negozi e servizi al piano terra, trasformando il lotto in un piccolo centro vitale piuttosto che in un semplice dormitorio di periferia.

4. Tecnica e Colore
Nonostante la complessità formale, Scharoun utilizzò metodi costruttivi moderni, enfatizzando le diverse funzioni attraverso l'uso del colore e delle texture sulle facciate, rendendo l'impatto visivo meno massiccio e più simile a un organismo naturale in crescita. Dettagli tecnici sul sito della città di Stoccarda.



LA PHILARMONIE DI BERLINO

La Philharmonie di Berlino, inaugurata nel 1963, è l'opera più celebre di Hans Scharoun e rappresenta il manifesto definitivo del suo funzionalismo organico. Situata nel Kulturforum, fu progettata per sostituire la vecchia sede distrutta durante la guerra e divenne immediatamente un simbolo della Berlino Ovest democratica.







1. Il Concetto del "Vigneto" (Vineyard Style)
L'innovazione radicale di Scharoun fu la disposizione della sala da concerto. Invece della classica struttura a "scatola da scarpe" (con il pubblico di fronte all'orchestra), Scharoun pose l'orchestra al centro.
Democrazia Spaziale: Gli spettatori sono disposti su terrazze asimmetriche che digradano verso il palco, proprio come i filari di un vigneto. Questa configurazione elimina la gerarchia visiva e acustica tipica dei teatri ottocenteschi, creando un senso di comunità tra musicisti e pubblico.
Acustica Perfetta: La forma irregolare e le pareti spezzate impediscono la formazione di echi, garantendo una diffusione del suono cristallina in ogni punto della sala.

2. L'Architettura Esterna: La "Tenda" d'Oro
L'edificio è facilmente riconoscibile per la sua sagoma stravagante e asimmetrica.
La Forma a Tenda: Il tetto è composto da tre archi parabolici interconnessi che ricordano una grande tenda nomade. Questa scelta non è estetica, ma è la "pelle" che riveste i volumi necessari per l'acustica interna.
Il Colore: Il rivestimento in alluminio anodizzato color oro (aggiunto negli anni '80 seguendo i disegni originali) rende l'edificio un faro luminoso nel panorama urbano di Berlino.

3. L'Atrio: Un Paesaggio Urbano Interno
Entrare nella Philharmonie significa immergersi in un labirinto di scale, passerelle e livelli sfalsati.
Fluidità: L'atrio non è un semplice corridoio di distribuzione, ma un vero e proprio paesaggio sociale. Scharoun voleva che il pubblico vivesse lo spazio come se camminasse in una piazza cittadina.
Luce e Colore: Finestre circolari, vetrate colorate e angoli acuti creano giochi di luce che preparano psicologicamente lo spettatore all'evento musicale.

4. Importanza Storica
La Philharmonie di Berlino ha cambiato per sempre il design dei teatri nel mondo. Senza di essa, capolavori come la Sydney Opera House di Jørn Utzon o la Walt Disney Concert Hall di Frank Gehry non sarebbero mai esistiti.



LA BIBLIOTECA STATALE DI BERLINO

La Biblioteca Statale di Berlino (Staatsbibliothek zu Berlin), realizzata tra il 1967 e il 1978, è l'ultima grande opera di Hans Scharoun (completata dopo la sua morte dal collaboratore Edgar Wisniewski). Situata di fronte alla Philharmonie, ne completa la visione urbanistica per il Kulturforum.






1. Il "Paesaggio di Lettura"
Scharoun applica qui il concetto di paesaggio interno su scala monumentale. La biblioteca non è concepita come una serie di stanze chiuse, ma come un'immensa distesa spaziale aperta.
Terrazze digradanti: I tavoli di lettura sono disposti su livelli sfalsati che si affacciano l'uno sull'altro, creando un senso di apertura e libertà di movimento.
Assenza di barriere: La struttura invita lo studioso a muoversi in modo fluido, riflettendo l'ideale scharouniano di uno spazio democratico dove il sapere è accessibile e non gerarchizzato.

2. Architettura della Luce
La luce è la vera protagonista dell'edificio:
Illuminazione Zenitale: Il soffitto è punteggiato da numerosi lucernari piramidali che inondano lo spazio di una luce naturale diffusa e uniforme, ideale per la lettura.
Luce come Guida: Scharoun usa le variazioni luminose per definire le zone di sosta e i percorsi, rendendo l'orientamento intuitivo nonostante la vastità dell'ambiente.

3. Estetica e Funzione
La Facciata: Come per la Philharmonie, l'esterno è rivestito in pannelli di alluminio dorato. La forma è irregolare e "frammentata", una diretta conseguenza della complessa articolazione degli spazi interni.
Il Silenzio Organico: Nonostante l'enorme open-space, lo studio acustico e la disposizione delle scaffalature fungono da barriere naturali, garantendo un'atmosfera di silenzio e concentrazione.

4. Curiosità: Il Cinema
La biblioteca è diventata un'icona della cultura pop globale grazie al film di Wim Wenders, Il cielo sopra Berlino (1987), dove gli angeli osservano e ascoltano i pensieri dei lettori tra le sue iconiche terrazze.
Oggi è considerata una delle biblioteche più belle e funzionali al mondo, un perfetto esempio di come l'architettura organica possa nobilitare le funzioni civili.



SINTESI DEI PRINCIPI ORGANICI DI HANS SCHAROUN

La teoria dell'architettura organica di Hans Scharoun può essere riassunta come un funzionalismo psicologico e sociale, dove l'edificio non è un oggetto statico, ma un organismo vivente che cresce attorno all'uomo e alla sua espressione libera.

Ecco i principi sintetizzati:

Progettazione dall'interno verso l'esterno: La forma finale non è mai prestabilita (come il cubo o la griglia). Nasce dalla disposizione ottimale delle funzioni interne; l'esterno è solo la "pelle" che riveste queste necessità.

Wesenhaftes Bauen (Costruire l'essenza): Ogni attività umana (ascoltare musica, studiare, abitare) ha un'essenza (Wesen). L'architetto deve "ascoltare" questa funzione e darle una forma specifica e irripetibile.

Lo Spazio come Paesaggio: Scharoun trasforma gli interni in "paesaggi" (vigneti, piazze, terrazze). Rifiuta la stanza chiusa per creare ambienti fluidi, asimmetrici e dinamici che stimolano il movimento.

Architettura Democratica: Il rifiuto della simmetria e della monumentalità classica ha un valore politico. L'edificio deve accogliere l'individuo nella sua libertà, eliminando gerarchie spaziali rigide e favorendo l'incontro sociale.

Luce e Percezione: La luce naturale e il colore sono materiali da costruzione. Servono a orientare l'uomo, a definire il ritmo dello spazio e a influenzare lo stato d'animo degli occupanti.

In breve: se per il razionalismo la casa è una "macchina per abitare", per Scharoun l'architettura è un "organismo che abilita e sostiene la vita".












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