martedì 20 gennaio 2026

James Hubbell (1931-2024): l'artista-architetto organico della natura vissuta e della gioia quotidiana, di Carlo Sarno


James Hubbell (1931-2024): l'artista-architetto organico della natura vissuta e della gioia quotidiana

di Carlo Sarno





INTRODUZIONE

James Hubbell (1931–2024) è stato un artista e architetto visionario americano, celebre per il suo stile organico e la capacità di fondere arte, artigianato e architettura in un'unica espressione vitale.
Ecco i tratti distintivi della sua figura:

Filosofia e Stile
Simbiotico con la Natura: Le sue opere sembrano "crescere" dal terreno, utilizzando materiali locali come pietra, legno, argilla e vetro colorato. La sua estetica è l'antitesi del design industriale e razionale, ispirandosi piuttosto a maestri come Antoni Gaudí e Frank Lloyd Wright.
L'Architettura della Gioia: Hubbell definiva il suo lavoro "un'architettura della giubilazione", mirata a nutrire lo spirito umano e celebrare la bellezza del mondo naturale attraverso forme curve, mosaici vibranti e vetrate artistiche.



Opere Principali
Ilan-Lael (Santa Ysabel, CA): La sua residenza e studio, costruita a mano con la famiglia e volontari. Questo complesso è composto da strutture fantastiche spesso paragonate a "case degli hobbit".
Sea Ranch Chapel: Una piccola cappella sulla costa della California settentrionale, celebre per il suo tetto scultoreo e le forme che richiamano elementi marini o formazioni naturali.
Pacific Rim Parks: Una serie di "parchi della pace" realizzati in collaborazione con artisti e studenti di diverse nazioni che si affacciano sul Pacifico, per promuovere l'armonia culturale.
The Doors of Abu Dhabi: 18 porte intagliate e vetrate artistiche realizzate per un palazzo reale negli Emirati Arabi Uniti.

Impegno Sociale
Attraverso la Ilan-Lael Foundation, Hubbell ha promosso l'idea che la creatività sia uno strumento per risolvere problemi sociali e costruire ponti tra le culture, come dimostrato dai suoi numerosi progetti collaborativi tra San Diego e Tijuana.



JAMES HUBBELL: ARCHITETTURA DELLA GIOIA

La teoria artistica e architettonica di James Hubbell si fonda su quella che egli chiamava "Architettura della Giubilazione" (Architecture of Jubilation), un approccio che trascende la pura funzione per nutrire l'anima e celebrare l'unione tra uomo e cosmo.
Ecco i pilastri fondamentali del suo pensiero:

1. La Ricerca della Totalità (The Whole)
Hubbell credeva che l'umanità stia uscendo da un'era di frammentazione (iniziata col Rinascimento) per entrare in una fase in cui dobbiamo "rimettere insieme i pezzi".
Simbiosi: L'architettura non deve controllare la natura, ma convivere con essa attraverso la simpatia e la comprensione.
Oltre il funzionalismo: Sebbene economia e funzione siano necessarie, per Hubbell non bastano a esprimere chi siamo. Un edificio deve includere la nostra storia, la metafisica, il vento e il sole.

2. L'Architettura come Estensione del Corpo
Nelle sue opere, la distinzione tra arte e struttura svanisce.
Arte Integrata: Mosaici, vetrate e sculture non sono decorazioni applicate, ma estensioni della vita stessa, integrate in pareti, tetti e pavimenti.
Materiali "Vivi": Utilizzava materiali naturali (pietra, legno, argilla) e materiali di recupero, lasciando che le forme si sviluppassero in modo organico, quasi come se l'edificio "crescesse" dal terreno come un organismo vivente.

3. "Fidarsi della Vita" (Trust Life)
Il motto di Hubbell, visibile in molti suoi lavori, era "Trust Life".
Accettazione dell'imperfezione: La sua estetica celebrava l'irregolare, l'imprevisto e il "primitivo" come riflessi autentici delle forze vitali.
Processo Collaborativo: Credeva fermamente che l'architettura fosse un atto collettivo. Molte sue opere (come i parchi o le scuole a Tijuana) sono state realizzate con il contributo di studenti e volontari, usando l'arte come strumento di guarigione sociale e pacificazione.

4. Il Sacro nel Quotidiano
Per Hubbell, il sacro non era limitato alle chiese (come la sua celebre Sea Ranch Chapel), ma risiedeva in ogni gesto creativo. Affermava che "Dio può trovarsi tanto in una tazza di caffè quanto nelle stelle".

Questa filosofia è oggi portata avanti dalla Ilan-Lael Foundation, che promuove l'idea dell'arte come ponte tra le culture e mezzo per ispirare un mondo più armonioso.



IL COMPLESSO ABITATIVO DI ILAN-LAEL

Certamente. La tenuta Ilan-Lael (che in ebraico significa "un albero che appartiene a Dio") a Santa Ysabel è la massima espressione del suo pensiero, costruita nell'arco di oltre 60 anni.
Ecco come i suoi principi teorici sono diventati materia viva in questo luogo:






1. Il Cantiere senza "Ferite"
Fin dall'inizio nel 1958, Hubbell ha costruito senza l'uso di bulldozer o macchinari pesanti.
Rispetto del Terreno: Le fondamenta sono state scavate a mano per evitare di disturbare i massi e le querce secolari presenti.
Architettura "Adattiva": Se un albero o una roccia si trovavano sul percorso di un muro, Hubbell non li rimuoveva, ma curvava la struttura attorno ad essi, rendendoli parte integrante della casa.

2. Materiali Locali e Sensoriali
L'uso dei materiali rispecchia il desiderio di unire l'edificio al paesaggio:
Pietra e Terra: Ha utilizzato rocce estratte direttamente dalla proprietà, legno di cedro e mattoni in adobe cotti nelle zone limitrofe.
Tattilità: Ogni superficie invita al tocco. Le maniglie delle porte sono spesso rami di manzanita o metallo fuso con forme anatomiche, mentre i pavimenti sono ricoperti da mosaici che imitano il corso dei ruscelli vicini.

3. La Fusione dei Volumi
Ilan-Lael non è un unico edificio, ma un "campus" di 11 strutture organiche collegate da cortili e sentieri.
Tetti Fluidi: Le coperture sono sculture ondulate realizzate spesso in cemento o legno curvato, che ricordano ali di uccello o conchiglie.
La "Tide Room": Un cortile di vetro che funge da cerniera tra gli spazi, dove fontane e panchine in pietra creano un ambiente in cui la distinzione tra "dentro" e "fuori" svanisce completamente.

4. Sostenibilità e Resilienza
Insieme al figlio Drew, ha introdotto moderne tecniche di bioedilizia:
Materiali a basso impatto: Utilizzo di blocchi ICCF (cemento isolante) e pannelli isolanti che offrono protezione contro gli incendi e isolamento termico naturale.
Orientamento Solare: Ogni finestra è posizionata per massimizzare la luce naturale, trasformando le pareti in tele grazie a vetrate artistiche che proiettano "arcobaleni danzanti" negli interni.

Oggi Ilan-Lael è un sito storico designato e ospita la Ilan-Lael Foundation, dove è possibile effettuare tour guidati per sperimentare di persona questo "esperimento di vita".



LA SEA RANCH CHAPEL

La Sea Ranch Chapel, completata nel 1985 sulla costa della California settentrionale, è considerata uno dei capolavori di James Hubbell. È un santuario aconfessionale progettato per la meditazione e la preghiera, nato come dono alla comunità in memoria dell'artista Kirk Ditzler.




Caratteristiche Architettoniche:
Forma Organica: La struttura sfida la geometria tradizionale con linee curve che richiamano elementi naturali come una conchiglia di murice, un cappello di fungo o un fiore che sboccia. Hubbell la descrisse come un'espressione della costa battuta dal vento in forme di "terra, mare e volo".
Costruzione Artigianale: L'edificio è stato realizzato senza disegni tecnici formali, ma seguendo un modello scultoreo in scala. Il costruttore Thamby Kumaran ha utilizzato tecniche tipiche della cantieristica navale per curvare il legno e le tegole di cedro del tetto.

Materiali:
Esterno: La base è in pietra locale (Sonoma fieldstone) che sembra emergere direttamente dal terreno. Il tetto è rivestito di scandole di cedro e sormontato da una guglia in bronzo fuso.
Interno: Un soffitto in gesso scolpito a forma di fiore integra conchiglie e ricci di mare raccolti sulle spiagge vicine. Le porte sono in teak intagliato, con inserti in vetro e metallo che richiamano ali di farfalla.

L'Esperienza dello Spazio
L'interno è inondato da una luce eterea grazie a vetrate artistiche vibranti incastonate in telai di acciaio inossidabile. Ogni dettaglio, dai banchi in sequoia intagliata ai mosaici del pavimento, contribuisce a creare un'atmosfera magica e sospesa, spesso paragonata a un'abitazione del "Signore degli Anelli".

La cappella è gestita dalla Sea Ranch Chapel Foundation, che ne garantisce la conservazione e l'accesso gratuito al pubblico dall'alba al tramonto.



I PROGETTI SOCIALI DI HUBBELL

I progetti sociali di James Hubbell rappresentano l'applicazione pratica della sua filosofia: l'arte non deve essere solo contemplata, ma deve servire come collante per le comunità e strumento di pace.
Ecco i suoi contributi più significativi in ambito sociale:


1. I Parchi del Pacifico (Pacific Rim Parks)
Il progetto più ambizioso di Hubbell è la creazione di una "collana di perle" intorno all'Oceano Pacifico. Attraverso l'organizzazione Pacific Rim Park, ha guidato la costruzione di parchi scultorei in diverse nazioni (USA, Cina, Russia, Messico, Filippine, Taiwan, ecc.).
Diplomazia dell'Arte: Ogni parco è costruito in soli 30 giorni da studenti provenienti da tutto il bacino del Pacifico. L'obiettivo è dimostrare che persone di culture e lingue diverse possono creare bellezza insieme.
Simbolismo: Le forme richiamano l'oceano e la connessione globale, utilizzando materiali locali per onorare l'identità del luogo ospitante.

2. La Cooperazione Transfrontaliera (Tijuana-San Diego)
Hubbell ha dedicato decenni a migliorare la realtà sociale lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, vedendolo non come una barriera, ma come un punto di incontro creativo.
Colegio de la Esperanza: In un quartiere povero di Tijuana, ha progettato una scuola costruita con materiali poveri e di recupero, trasformandola in un capolavoro organico che ha ridato dignità e orgoglio agli abitanti.
Kuchumaa Passage: Un progetto simbolico volto a celebrare la montagna sacra di Tecate, unendo le comunità messicane e americane attraverso la tutela del paesaggio e dell'arte.

3. La Fondazione Ilan-Lael
Fondata con la moglie Anne, la Ilan-Lael Foundation è il braccio operativo della sua visione sociale. La fondazione:
Organizza workshop educativi per giovani, insegnando che il design può risolvere problemi pratici rispettando l'ambiente.
Promuove il dialogo interculturale, partendo dal presupposto che "se costruiamo insieme, non ci faremo la guerra".

4. Spazi Pubblici come Guarigione
Hubbell credeva che la bellezza fosse un diritto umano. Ha progettato giardini ospedalieri, fontane nei centri cittadini e spazi comunitari con l'idea che un ambiente curato e artistico possa ridurre lo stress sociale e favorire la gentilezza tra estranei.



LA SCUOLA DELLA SPERANZA

Il Colegio de la Esperanza (Scuola della Speranza), situato in uno dei quartieri più poveri di Tijuana, in Messico, è forse l'esempio più toccante di come James Hubbell intendesse l'architettura come atto di amore e giustizia sociale.
Realizzato tra gli anni '80 e '90, il progetto è nato dalla collaborazione tra la Ilan-Lael Foundation e l'organizzazione non-profit Americas Foundation.
Ecco i punti chiave di questa opera straordinaria:



1. Architettura della Dignità
Hubbell rifiutò l'idea che una scuola in una zona svantaggiata dovesse essere un semplice "scatolone" di cemento.
Forme Scultoree: Le aule presentano tetti curvi e pareti ondulate che rompono la monotonia del paesaggio urbano circostante.
Bellezza come Diritto: L'integrazione di mosaici colorati, vetrate artistiche e dettagli in ferro battuto serviva a comunicare ai bambini e alle famiglie del quartiere che il loro futuro meritava bellezza e cura.

2. Metodo di Costruzione "Low-Tech"
La scuola è stata costruita con un budget limitatissimo, dimostrando che l'ingegno può superare la scarsità di risorse:
Materiali Poveri: Sono stati utilizzati blocchi di cemento, mattoni e materiali locali, spesso assemblati da volontari, studenti e dagli stessi genitori dei bambini.
Autocostruzione: Hubbell ha guidato il processo creativo sul campo, adattando il design alle abilità dei lavoratori locali, trasformando il cantiere in una vera e propria scuola di artigianato.

3. Un Centro per la Comunità
Il complesso non funge solo da scuola primaria, ma è diventato il cuore pulsante della zona di Las Echeverrías:
Spazi Protetti: Il design crea cortili interni che offrono un rifugio sicuro e armonioso rispetto al caos esterno.
Simbolismo: La struttura stessa è un manifesto politico: sostiene che l'arte non è un lusso per pochi, ma uno strumento essenziale per elevare lo spirito di una comunità emarginata.

4. Impatto e Eredità
Il Colegio de la Esperanza ha dimostrato che l'architettura organica poteva essere sostenibile ed economica. Oggi la scuola continua a operare, gestita dalla Americas Foundation, rimanendo un simbolo di speranza e cooperazione transfrontaliera tra San Diego e Tijuana.



IL MATERIALE DI RECUPERO

Per James Hubbell, il materiale di recupero non era una scelta di ripiego, ma un'opportunità per dare nuova vita a ciò che il mondo considerava finito, trasformando lo scarto in poesia visiva.
Ecco come applicava questa filosofia del riuso:

1. Il Mosaico come Linguaggio del Recupero
Hubbell raccoglieva frammenti di ceramiche rotte, piastrelle di scarto e pezzi di vetro provenienti da altre lavorazioni per creare i suoi celebri mosaici.
Tecnica: Invece di seguire schemi rigidi, disponeva i frammenti seguendo il flusso naturale delle superfici, trasformando pareti e pavimenti in "tappeti di detriti" preziosi.
Ilan-Lael: Nella sua proprietà, molti sentieri e fontane sono composti da scarti di fabbriche di piastrelle locali che lui selezionava e ricomponeva.

2. Metallo e Legno "Trovato"
L'artista aveva un occhio particolare per le forme naturali già esistenti o per i residui industriali:
Legname di recupero: Utilizzava spesso legname locale abbattuto da tempeste o rami di manzanita trovati nel bosco per creare maniglie, corrimano e dettagli strutturali.
Scarti di fonderia: Per le sue sculture e porte, fondeva metalli di scarto trasformandoli in elementi che sembravano ossa o radici.

3. Vetro e Luce
Hubbell era un maestro del vetro piombato, ma spesso integrava nelle sue vetrate:
Vetro di scarto: Pezzi di vetro industriale o residui di laboratori artistici venivano incastonati nel cemento o nel metallo.
Oggetti trovati: Non era raro trovare piccole gemme, sassi o lenti di vecchi apparecchi inseriti nelle finestre per rifrangere la luce in modi inaspettati, come visibile nelle opere per la Ilan-Lael Foundation.

4. Il Recupero "Sociale" a Tijuana
Nel progetto del Colegio de la Esperanza, il riuso divenne una strategia di sopravvivenza ed estetica:
Utilizzò pneumatici, bottiglie e scarti di edilizia cittadina per rinforzare strutture o creare decorazioni, insegnando alla comunità che la bellezza può nascere anche dalla povertà di mezzi.

Questa pratica rifletteva la sua convinzione che nulla nell'universo andasse sprecato e che il compito dell'artista fosse quello di "riparare il mondo" (ispirandosi al concetto di Tikkun Olam).



CONTINUITA' CULTURALE 

Il lascito di James Hubbell è un ponte gettato tra l’architettura del XX secolo e una visione del futuro più umana, ecologica e spirituale. La sua eredità si articola in tre ambiti principali:

1. Il Movimento dell'Architettura Organica
Hubbell ha dimostrato che è possibile costruire senza distruggere, influenzando generazioni di architetti e bio-costruttori. Il suo lascito vive nella convinzione che la casa non sia una "macchina per abitare" (come diceva Le Corbusier), ma un organismo vivente che deve nutrire la salute mentale e creativa di chi lo occupa.

2. La Diplomazia dell'Arte
Attraverso i Pacific Rim Parks, ha lasciato un modello unico di cooperazione internazionale. Ha provato che l'arte può essere uno strumento di geopolitica dal basso: i suoi parchi in Russia, Cina, Messico e USA rimangono monumenti fisici alla possibilità di pace e comprensione tra popoli storicamente in conflitto.

3. La Fondazione Ilan-Lael
Il cuore pulsante del suo lascito è la Ilan-Lael Foundation, che oggi gestisce la sua proprietà a Santa Ysabel. La fondazione non è solo un museo, ma un centro attivo che:
Custodisce oltre 60 anni di archivi, disegni e modelli scultorei.
Offre programmi di educazione artistica e ambientale per le scuole.
Promuove il legame tra natura e creatività, ospitando artisti in residenza.

4. Il "Trust Life" come Filosofia di Vita
Più di ogni edificio, Hubbell ha lasciato un'idea: la bellezza è una forza trasformatrice necessaria alla sopravvivenza umana. La sua vita è stata una testimonianza di come la gentilezza, la manualità e il rispetto per la terra possano produrre un impatto globale partendo da un piccolo studio tra le montagne.

Hubbell è scomparso nel maggio 2024, ma la sua visione continua a ispirare chiunque cerchi un'alternativa alla standardizzazione moderna, celebrando invece l'unicità e l'imperfezione dell'esperienza umana.



LA ILAN-LAEL FOUNDATION

La Ilan-Lael Foundation è un'organizzazione no-profit fondata da James Hubbell e sua moglie Anne nel 1982. Ha sede nella loro storica proprietà a Santa Ysabel, vicino a Julian (California), un complesso artistico e architettonico di 10 acri che è esso stesso il fulcro della missione della fondazione.
Il nome Ilan-Lael è un'espressione ebraica che significa "un albero che appartiene a Dio", a testimonianza del legame indissolubile tra natura e creatività che Hubbell ha promosso per tutta la vita.





Missione e Attività Principali
La fondazione opera come un centro per le arti, l'educazione e la natura, con l'obiettivo di usare la creatività come catalizzatore per un cambiamento sociale positivo. Le sue attività includono:
Conservazione del Patrimonio: Gestisce e preserva il complesso di 11 strutture organiche (abitazioni, studi e gallerie) costruite a mano dagli Hubbell a partire dal 1958 e oggi iscritte nel registro storico della contea di San Diego.
Educazione e Workshop: Organizza corsi pratici di mosaico, vetrate artistiche, fabbro e benessere, permettendo ai partecipanti di imparare le tecniche artigianali di Hubbell in un ambiente naturale ispiratore.
Diplomazia Culturale: Supervisiona progetti internazionali come il Pacific Rim Park, che utilizza l'arte per costruire ponti tra le diverse culture che si affacciano sull'Oceano Pacifico.
Eventi e Tour: La fondazione è aperta al pubblico attraverso tour guidati con docenti (solitamente il giovedì, venerdì e sabato mattina) che permettono di esplorare gli studi e i giardini. Organizza inoltre eventi annuali come il Harvest Moon Dinner.

Il Centro per le Arti (Ilan-Lael Center)
Completato nel 2019, questo edificio funge da punto di accoglienza per i visitatori e sede operativa. Progettato da James insieme al figlio Drew, è un modello di bioedilizia resiliente, costruito con materiali isolanti resistenti al fuoco (essenziali in una zona soggetta a incendi boschivi come le montagne di San Diego).

Oggi, dopo la scomparsa di James nel 2024, la fondazione continua a essere il "faro" della sua eredità, promuovendo l'idea che la bellezza sia un diritto universale e un mezzo per guarire il mondo.



OPERE SIGNIFICATIVE DI JAMES HUBBELL

Le opere di James Hubbell non sono semplici edifici o sculture, ma ambienti immersivi che fondono artigianato, natura e spiritualità.
Ecco le creazioni che meglio definiscono il suo percorso artistico e architettonico:

1. Ilan-Lael (Santa Ysabel, CA)
È il suo capolavoro assoluto e la sua residenza personale. Iniziata nel 1958, è un complesso di 11 strutture organiche (casa, studi, cappella, galleria) costruite interamente a mano.
Perché è significativa: Rappresenta l'evoluzione di 60 anni di sperimentazione. Qui ogni dettaglio — dalle maniglie in bronzo ai tetti che sembrano ali — è stato creato senza piani architettonici lineari, seguendo la forma del terreno.
Sito ufficiale: Ilan-Lael Foundation.

2. Sea Ranch Chapel (Sea Ranch, CA)
Completata nel 1985, è una cappella aconfessionale sulla costa della California settentrionale.
Perché è significativa: La sua forma ricorda una conchiglia o il cappello di un fungo battuto dal vento. È un esempio perfetto di "architettura scultorea" dove il tetto in scandole di cedro e le vetrate creano un'atmosfera sacra e naturale.

3. Colegio de la Esperanza (Tijuana, Messico)
Una scuola elementare costruita per una comunità svantaggiata.
Perché è significativa: Dimostra il lato sociale di Hubbell. Utilizzando materiali poveri e il lavoro di volontari, ha creato un luogo di grande dignità e bellezza, provando che l'arte può essere uno strumento di riscatto sociale.

4. Pacific Rim Parks (Vari Paesi)
Una serie di parchi della pace situati in nazioni come Russia, Cina, Messico, Taiwan e Filippine.
Perché sono significativi: Ogni parco è un progetto collaborativo costruito da studenti di diverse nazionalità. Rappresentano il lascito di Hubbell come "ambasciatore di pace" attraverso l'arte pubblica.

5. Pearl of the Pacific (San Diego, CA)
Situata a Shelter Island, è una delle sue opere pubbliche più note.
Perché è significativa: È una fontana/scultura a forma di conchiglia che celebra la connessione tra le nazioni del Pacifico. È un punto di riferimento per la comunità di San Diego e un esempio della sua maestria nel mosaico e nella lavorazione del cemento.

6. Le Porte di Abu Dhabi
Realizzate per un palazzo reale negli Emirati Arabi Uniti.
Perché sono significative: Dimostrano la scala internazionale del suo lavoro. Sono 18 porte monumentali in legno intagliato, vetro e metallo che mostrano la sua capacità di adattare lo stile organico a contesti culturali diversi.



HUBBELL E FRANK LLOYD WRIGHT

James Hubbell e Frank Lloyd Wright (1867-1959) condividono una radice filosofica comune: l'Architettura Organica. Sebbene Hubbell appartenga a una generazione successiva e abbia sviluppato un linguaggio molto più scultoreo e "morbido", il legame con Wright è profondo e si articola su tre livelli:

1. La Natura come Maestra
Entrambi credevano che l'architettura dovesse nascere dal sito, non essere imposta su di esso.
Wright cercava l'armonia attraverso linee orizzontali che integravano l'edificio nel paesaggio (come nelle Prairie Houses).
Hubbell portò questo concetto all'estremo: mentre Wright usava spesso geometrie astratte per reinterpretare la natura, Hubbell usava forme mimetiche (gusci, ali, radici) che sembrano letteralmente crescere dal suolo.

2. Il Concetto di "Totalità" (The Whole)
Hubbell ereditò da Wright l'idea dell'edificio come un'opera d'arte totale (Gesamtkunstwerk).
Come Wright disegnava ogni mobile, lampada e vetrata per le sue case, Hubbell curava ogni centimetro di Ilan-Lael, dai mosaici del pavimento alle maniglie delle porte. Entrambi rifiutavano la produzione industriale di massa a favore dell'artigianato integrato.

3. Taliesin e l'Influenza Indiretta
Hubbell non fu un allievo diretto di Wright, ma studiò profondamente il suo lavoro durante gli anni della formazione.
Si sentiva particolarmente vicino alla fase più "plastica" di Wright (quella del Guggenheim Museum o di Marin County Civic Center), dove le curve iniziavano a dominare sulle linee rette.
Tuttavia, Hubbell criticava la tendenza di Wright a essere il "dittatore" del design; James preferiva un approccio più democratico e collaborativo, tipico dei suoi Pacific Rim Parks.


In sintesi: le differenze di stile
Mentre l'organicità di Wright è spesso geometrica e razionale (basata su triangoli, esagoni o cerchi perfetti), quella di Hubbell è scultorea e sensuale, più vicina a un approccio "fatto a mano" che ricorda quasi l'opera di Antoni Gaudí.
Se Wright ha dato all'architettura organica la sua struttura teorica, Hubbell le ha dato la sua anima artigiana e selvaggia.



HUBBELL E ANTONI GAUDI

Il paragone tra James Hubbell e Antoni Gaudí (1852-1926) è quasi inevitabile: entrambi sono considerati i "mistici" dell'architettura, artisti che hanno sostituito la riga e la squadra con la mano del modellatore.
Ecco come le loro visioni si intrecciano e si distinguono:

1. La Natura come Geometria Divina
Gaudí: Studiava le leggi ingegneristiche della natura (come le catenarie o le eliche) per creare strutture tecnicamente rivoluzionarie. Per lui, la natura era il libro aperto di Dio.
Hubbell: Aveva un approccio più poetico ed emotivo. Più che le leggi fisiche, cercava di catturare lo "spirito" o il movimento della natura (il volo di un uccello, il riflusso di un'onda), come si vede nella sua Sea Ranch Chapel.

2. Il Mosaico: Trencadís vs. Mosaico Artistico
Gaudí: Inventò il trencadís, l'uso di frammenti di ceramica di recupero per rivestire superfici curve (celebre nel Parco Güell). Era un modo per dare colore e protezione alle forme complesse.
Hubbell: Portò questa tecnica negli Stati Uniti, ma la rese più intima e pittorica. I suoi mosaici, come quelli a Ilan-Lael, sono veri e propri dipinti fatti di pietre, vetri e gemme, integrati non solo come rivestimento, ma come narrazione dello spazio.

3. L'Architettura come Scultura Totale
Entrambi rifiutavano l'idea di "decorazione" applicata: l'ornamento è la struttura.
In entrambi gli artisti, i confini tra muro e soffitto svaniscono. Le colonne sembrano alberi (Gaudí nella Sagrada Família) o formazioni rocciose (Hubbell nei suoi studi).
Differenza chiave: Mentre Gaudí lavorava su scala monumentale e urbana (Barcellona), Hubbell ha mantenuto una dimensione più domestica e rurale, focalizzandosi sul rapporto intimo tra l'individuo e il proprio rifugio.

4. Il Ruolo dell'Artigianato
Sia Gaudí che Hubbell si circondavano di una "gilda" di artigiani.
Gaudí dirigeva fabbri e ceramisti con precisione quasi dittatoriale.
Hubbell vedeva l'artigianato come un atto di guarigione sociale; amava l'imperfezione del lavoro manuale altrui e usava il cantiere come un luogo di insegnamento spirituale, specialmente nei progetti per la Ilan-Lael Foundation.


In breve, se Gaudí è l'architetto della Natura Sacra, Hubbell è l'architetto della Natura Vissuta e della gioia quotidiana.



HUBBELL E GLI ARCHITETTI ORGANICI

James Hubbell non operava in isolamento; pur vivendo nel suo "eremo" di Santa Ysabel, era parte di una rete di architetti che cercavano di liberarsi dal rigore del Modernismo industriale.
Oltre a Wright e Gaudí, le sue relazioni e affinità elettive includono:

1. Kendrick Bangs Kellogg e la "Scuola di San Diego"
Hubbell era il cuore pulsante di un gruppo di architetti basati nel sud della California che portarono l'architettura organica verso forme radicali e scultoree.
Affinità: Come Kendrick Bangs Kellogg (autore della celebre High Desert House), Hubbell rifiutava la scatola architettonica. Mentre Kellogg si concentrava su strutture ingegneristiche imponenti in cemento, Hubbell aggiungeva la componente artigianale e "morbida", spesso collaborando con Kellogg per arricchire i suoi edifici con vetrate e dettagli artistici.

2. Bruce Goff e l'Architettura dell'Immaginazione
Hubbell condivideva con Bruce Goff (maestro dell'architettura organica del Midwest) l'uso di materiali non convenzionali e il rifiuto di uno stile ripetitivo.
La connessione: Entrambi vedevano ogni progetto come un'entità a sé stante. Come Goff usava catene di cristallo o scarti industriali, Hubbell utilizzava vetri e metalli di recupero per dare carattere agli edifici. Entrambi credevano che l'architettura dovesse essere individualista e libera.

3. Sim Van der Ryn e l'Ecologia Radicale
Negli anni '70, Hubbell entrò in contatto con il movimento della bioedilizia.
La collaborazione: Collaborò con Sim Van der Ryn, pioniere dell'architettura sostenibile in California. Questa relazione aiutò Hubbell a formalizzare la sua intuizione artistica in soluzioni tecniche ecologiche (uso di paglia, terra cruda e isolamenti naturali), che culminarono nei progetti della Ilan-Lael Foundation.

4. L'influenza di Paolo Soleri
Hubbell guardava con interesse all'esperimento di Arcosanti in Arizona, fondato da Paolo Soleri.
Relazione: Sebbene Soleri fosse più orientato verso l'urbanistica e la densità, Hubbell condivideva il concetto di Arcosanti (Architettura + Ecologia) e l'idea del cantiere come esperienza educativa collettiva, che poi applicò nei suoi Pacific Rim Parks.

In sintesi, Hubbell è stato il "poeta artigiano" di questa corrente, colui che ha trasformato le teorie geometriche dell'architettura organica in un'esperienza tattile e decorativa.



HUNDERTWASSER E HUBBELL

Friedensreich Hundertwasser (1928–2000) e James Hubbell sono considerati i due grandi "ribelli" dell'architettura del XX secolo. Sebbene non abbiano collaborato direttamente, le loro carriere sono corse parallele come una crociata globale contro la "linea retta" e l'uniformità industriale.
Ecco i pilastri della loro profonda affinità elettiva:


1. La Guerra alla Linea Retta
Entrambi consideravano la linea retta "atea e immorale" (parole di Hundertwasser) perché non esiste in natura.
Hundertwasser: Teorizzava il "diritto alla finestra" e la "mancanza di tirannia della riga", creando pavimenti sconnessi perché "il piede vuole sentire il terreno".
Hubbell: Progettava spazi dove le pareti fluiscono come onde. Nelle sue opere alla Ilan-Lael Foundation, i confini tra soffitto e muro spariscono, proprio come nelle case di Hundertwasser a Vienna.

2. Il Mosaico e il Colore (L'eredità di Gaudí)

Entrambi hanno recuperato la lezione di Gaudí trasformandola in un manifesto ecologista.
Hundertwasser: Usava ceramiche dai colori primari e spirali per rompere la monotonia urbana (come nella Hundertwasserhaus).
Hubbell: Utilizzava il mosaico in modo più materico e naturale, integrando pietre e vetri per "radicare" l'edificio alla terra, come visto nel Pacific Rim Park.

3. L'Uomo come "Cinque Pelle"

Hundertwasser teorizzava che l'uomo avesse cinque pelli: l'epidermide, i vestiti, la casa, l'ambiente sociale e il pianeta.
Hubbell viveva questa teoria nella pratica: la sua casa a Santa Ysabel era concepita come un'estensione del corpo. Entrambi credevano che se la "terza pelle" (la casa) è malata o sterile, l'anima dell'uomo appassisce.

4. Il Ruolo degli Alberi

Hundertwasser: È celebre per i suoi "alberi inquilini" che crescono dalle finestre e per i tetti boscosi.
Hubbell: Non abbatteva mai una quercia per costruire; modellava le fondamenta di Ilan-Lael attorno alle radici, integrando la vegetazione come elemento strutturale vivo.

5. Differenze di Tono

Mentre l'architettura di Hundertwasser è spesso provocatoria, ironica e urbana (una sfida politica al grigiore delle città), quella di Hubbell è più meditativa, silenziosa e rurale, focalizzata sulla pace interiore e sull'armonia spirituale.



Il confronto tra i manifesti di James Hubbell e Friedensreich Hundertwasser rivela due anime ribelli: l'una votata alla celebrazione spirituale della natura, l'altra alla resistenza politica contro l'architettura razionalista.

1. Il "Manifesto della Muffa" (Hundertwasser) vs. "Architecture of Jubilation" (Hubbell)

Hundertwasser (1958): Nel suo celebre Muff-Manifest, l'artista austriaco difendeva il decadimento naturale. La "muffa" era il simbolo della vita che si riappropria degli spazi sterili. Propugnava il disordine creativo e il diritto dell'inquilino di decorare la facciata fin dove arrivava il suo braccio.
Hubbell: Non cercava lo shock o il decadimento, ma la gioia. La sua teoria, descritta spesso nelle pubblicazioni della Ilan-Lael Foundation, sostiene che l'architettura deve "cantare". Se per Hundertwasser l'edificio è un atto di protesta, per Hubbell è un atto di preghiera visiva.

2. La Linea Retta: Peccato vs. Limite

Hundertwasser: Definiva la linea retta "atea e immorale", un veleno per l'umanità. Il suo era un attacco frontale all'architettura di regime e funzionalista.
Hubbell: Vedeva la linea retta semplicemente come assente nel divino. Per lui, curvare uno spazio significava accogliere l'anima. La sua filosofia "Trust Life" suggeriva che la natura non sbaglia mai percorso, quindi l'architetto deve imitarne le curve per essere in sintonia con il cosmo.

3. Il Ruolo dell'Inquilino e della Comunità

Hundertwasser: Enfatizzava l'autodeterminazione individuale. Ogni persona deve poter dipingere o modificare la propria cellula abitativa per distinguersi dalla massa.
Hubbell: Puntava sulla creazione collettiva. Nei suoi progetti per i Pacific Rim Parks, il manifesto teorico si trasformava in pratica sociale: il design non appartiene al singolo, ma alla comunità che lo costruisce insieme, armonizzando le differenze invece di esasperarle.

4. Ecologia: Attivismo vs. Simbiosi

Hundertwasser: È stato un pioniere dell'ecologia radicale (tetti giardino, recupero delle acque). Vedeva l'architetto come colui che deve restituire alla natura il terreno che le ha sottratto.
Hubbell: Vedeva l'ecologia come simbiosi artigianale. Il suo approccio era meno ideologico e più poetico: utilizzare il fango, la pietra e il vetro non era solo una scelta ecologica, ma un modo per "parlare" la stessa lingua della terra.

Mentre il manifesto di Hundertwasser è un grido di liberazione anarchica, il pensiero di Hubbell è un invito alla riconciliazione mistica.




Il confronto tra l'uso della luce in Hubbell e il colore in Hundertwasser rivela due modi opposti ma complementari di intendere la vibrazione cromatica come nutrimento per l'anima.

1. Hubbell: La Luce come Materia Prima

Per James Hubbell, il colore non è "applicato", ma è un fenomeno generato dalla luce che attraversa il vetro.
Luce Danzante: Le sue vetrate artistiche (come quelle della Sea Ranch Chapel) non sono semplici finestre, ma proiettori. Durante il giorno, proiettano "arcobaleni" e macchie di colore che si muovono sulle pareti bianche di gesso, trasformando l'interno in un ambiente dinamico.
Trasparenza e Spiritualità: Hubbell usa il vetro per creare un ponte tra il "dentro" e il "fuori". Il colore serve a rendere visibile l'energia invisibile del sole. La sua tavolozza tende a essere eterea, con molti blu, ambre e ori, per evocare il sacro.



2. Hundertwasser: Il Colore come Segnale di Libertà

Per Hundertwasser, il colore è una sostanza solida, quasi un grido di battaglia contro il grigiore del cemento.
Pigmenti Saturi: Utilizzava colori primari intensi (rosso, blu, giallo) e il contrasto netto con l'oro per creare facciate che fossero "oasi di gioia" nel deserto urbano (come nella Hundertwasserhaus).
La Spirale: Mentre Hubbell usa la luce per connettere l'uomo al cosmo, Hundertwasser usa il colore per definire l'identità. La sua spirale colorata è il simbolo della vita che si rigenera costantemente contro l'entropia della linea retta.

3. La "Pittura di Pietra" (Mosaico)

Entrambi hanno usato il mosaico per dare colore alle superfici, ma con intenti diversi:
Hubbell creava sfumature sottili con materiali naturali, cercando di imitare la texture di una conchiglia o di un ruscello. Spesso inseriva pezzi di vetro nelle sue sculture in cemento per farle "brillare" dall'interno, come visto alla Ilan-Lael Foundation.
Hundertwasser usava piastrelle dai colori vivaci per creare pattern irregolari e giocosi che attirassero l'occhio e rompessero la percezione di "scatola" dell'edificio.

In Hubbell il colore è traslucido e meditativo (la luce che si fa materia); in Hundertwasser è opaco e rivoluzionario (la materia che si fa colore).



In definitiva James Hubbell è stato uno straordinario "poeta dello spazio": ci ricorda che l'architettura può essere un atto di gentilezza verso la terra e un nutrimento per l'anima.












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