martedì 2 settembre 2025

Bart Prince: architettura organica come "continuo presente", di Carlo Sarno


Bart Prince: architettura organica come "continuo presente"

di Carlo Sarno





INTRODUZIONE

L'architettura organica di Bart Prince (1947) è un'evoluzione radicale della tradizione americana iniziata da Frank Lloyd Wright e portata avanti dal suo mentore Bruce Goff. Il suo stile è noto per essere estremamente personalizzato, scultoreo e spesso descritto come futuristico o "fantascientifico".

Caratteristiche principali
Approccio "Dall'interno verso l'esterno": Per Prince, il design nasce dalla risposta creativa alle esigenze del cliente e ai dati del sito (clima, luce, topografia), crescendo come un organismo vivente piuttosto che seguendo schemi rigidi.
Geometrie Fluide e Complesse: Rifiuta la simmetria e le forme rettilinee tradizionali in favore di strutture sinusoidali, forme a guscio, "pod" interconnessi e sbalzi spettacolari.
Sperimentazione Materica: Utilizza materiali non convenzionali e industriali, come tubi in acciaio nero, piastre di rame, sughero e persino bottiglie di vino, mescolandoli con materiali naturali per integrare l'edificio nel paesaggio.
Rispetto del Sito: Gli edifici non sono imposti sul terreno, ma sembrano emergere da esso. Prince trascorre molto tempo a studiare la luce e la vegetazione per far sì che la struttura coesista con l'ambiente invece di dominarlo.

Opere Iconiche
Price Residence (Corona del Mar): Considerata la sua opera più celebre, è composta da una serie di "capsule" che separano gli spazi privati da quelli comuni, affacciandosi sull'oceano con una facciata enigmatica.
Casa e Studio di Bart Prince (Albuquerque): Una struttura stravagante con una torre cilindrica e un ponte sospeso di 30 metri che funge da galleria d'arte.
Padiglione d'Arte Giapponese (LACMA): Completato dopo la morte di Bruce Goff, questo edificio utilizza sistemi di sospensione a cavi e pareti traslucide per creare un ambiente senza ombre ideale per l'arte giapponese.




LA FILOSOFIA ORGANICA DI BART PRINCE

La teoria dell'architettura organica di Bart Prince non è un insieme di regole estetiche, ma un processo creativo dinamico che rifiuta ogni forma di preconoscenza o stile predefinito.
Ecco i pilastri fondamentali della sua filosofia:

1. Il Progetto come Organismo (Inside-Out)
Per Prince, l'architettura deve svilupparsi come un organismo vivente: dall'interno verso l'esterno.
Nessun preconcetto: Ogni progetto inizia da zero, senza schizzi preliminari basati su mode o stili passati.
Crescita logica: La forma finale è il risultato della sintesi tra le necessità del cliente, le caratteristiche del sito e le possibilità dei materiali.

2. Il "Ritratto" del Cliente
A differenza del modernismo classico che cercava soluzioni universali, Prince crede che ogni edificio debba essere unico quanto l'individuo che lo abita.
Personalizzazione estrema: L'edificio è un ritratto architettonico del cliente, delle sue abitudini e della sua psicologia.
Esperienza soggettiva: Lo spazio deve generare una risposta emotiva e "trascendente" in chi lo vive.

3. Dialogo con il Sito e la Luce
Seguendo la tradizione "Wrightiana", Prince non si limita a costruire sul terreno, ma con esso.
Ascolto del paesaggio: Prince trascorre ore sul sito per carpirne la voce, osservando come la luce cambia durante il giorno e come il vento e il clima influenzano lo spazio.
Integrazione non mimetica: Non cerca di nascondere l'edificio imitando la natura (es. usando finto adobe), ma crea strutture che coesistono con l'ambiente, rispettandone la forza intrinseca.

4. Libertà Materica e Innovazione
La sua teoria abbraccia il progresso tecnologico come strumento di espressione creativa.
Materiali come linguaggio: Utilizza sia materiali naturali (pietra, legno) che industriali (acciaio, rame, vetro) in modi inaspettati, permettendo alla loro natura strutturale di guidare la forma.
Il "Presente continuo": Sostiene che l'architettura debba riflettere le risorse e lo stile di vita del tempo attuale, evitando di rifugiarsi nel nostalgico o nel banale.

In sintesi, per Bart Prince, l'architettura è l'atto di "rendere visibile un'idea" che emerge dalla vita stessa del committente e del luogo.



LA CASA-STUDIO DI ALBUQUERQUE

Nella sua casa-studio di Albuquerque, completata nel 1984, Bart Prince ha trasformato i suoi principi teorici in un manifesto costruito, creando una struttura che sfida il paesaggio urbano circostante dominato dal tradizionale stile adobe.







Ecco come i principi dell'architettura organica prendono forma in questo edificio:


1. Organizzazione Spaziale e Funzionale
La struttura non segue una pianta rigida, ma è concepita come un continuum spaziale che sale a spirale:
Lo Studio ipogeo: Lo spazio di lavoro è situato parzialmente sotto il livello stradale all'interno di un terrapieno. Questa scelta garantisce un isolamento acustico e termico naturale, separando l'attività creativa dalla vita cittadina.
Il Ponte sospeso: La zona abitativa principale è elevata su quattro massicce colonne cilindriche che contengono le scale. Questo "ponte" lungo e tubolare solleva gli abitanti sopra le chiome degli alberi, offrendo una vista privilegiata e privacy totale.

2. Risposta Climatica e Sostenibilità Passiva
L'edificio è un pioniere dell'efficienza energetica attraverso soluzioni organiche integrate:
Massa termica ad acqua: Lungo la vetrata rivolta a sud, Prince ha installato grandi tubi di Plexiglas pieni d'acqua. Questi catturano il calore del sole del New Mexico durante il giorno e lo rilasciano gradualmente di notte per riscaldare l'ambiente.
Luci e Ombre: I lucernari sono studiati per far penetrare la luce naturale in modo indiretto, eliminando le ombre nette e creando un'atmosfera interna fluida e cangiante.

3. Sperimentazione Materica "Libera"
Prince utilizza i materiali per la loro capacità espressiva e strutturale, non per seguire una moda:
Mix Eclettico: Combina una struttura in tubi d'acciaio a vista con rivestimenti in ceramica, legno maschiato, cemento e tetti in policarbonato traslucido che si aprono a ventaglio.
Dettagli Scultorei: L'esterno è arricchito da sculture in metallo, come quelle a forma di stegosauro, che rendono l'edificio un'opera d'arte totale, eliminando il confine tra architettura e scultura.

4. Il "Presente Continuo" e l'Evoluzione
L'edificio non è mai stato un'opera finita e statica. Fedele all'idea di organismo che cresce, Prince ha aggiunto nel 1990 una torre in muratura e pietra per ospitare la biblioteca e l'archivio dei disegni, integrando un nuovo volume che rispondeva a nuove necessità funzionali.



FRANK LLOYD WRIGHT E BART PRINCE

La relazione tra Bart Prince e Frank Lloyd Wright è quella di una profonda discendenza intellettuale e filosofica, mediata principalmente dalla figura di Bruce Goff. Prince è considerato l'erede contemporaneo di quella tradizione di individualismo architettonico americano che Wright ha fondato con l'architettura organica.

I punti chiave della loro relazione includono:

Ispirazione precoce: Prince scoprì il lavoro di Wright durante la scuola media, rimanendone folgorato. Sebbene non sia stato un suo studente diretto (Wright è morto nel 1959, quando Prince era ancora un ragazzo), lo ha sempre citato come una delle sue principali fonti d'ispirazione insieme ad Antoni Gaudí.

Il tramite di Bruce Goff: La connessione più forte è avvenuta tramite Bruce Goff, mentore di Prince e amico/collega di Wright. Goff e Prince condividevano un'affinità speciale per l'opera di Wright; durante gli studi di Prince in Arizona, i due visitavano spesso Taliesin West (la casa-studio invernale di Wright), considerandola una fonte inesauribile di stimoli.

Condivisione di clienti storici: Un legame tangibile tra i due è rappresentato dal collezionista d'arte Joe Price. La famiglia Price era una storica committente di Wright (per il quale realizzò la Price Tower), ma Joe Price scelse successivamente Goff e infine Bart Prince per le sue residenze e per il Padiglione d'Arte Giapponese al LACMA, creando una continuità diretta tra i tre architetti.

Evoluzione del concetto di "Organico": Prince ha ereditato da Wright il principio fondamentale che un edificio debba essere in armonia con l'uomo e l'ambiente. Tuttavia, mentre Wright cercava spesso un equilibrio geometrico e unitario, Prince ha spinto questa filosofia verso forme più libere, scultoree e tecnologicamente audaci, portando l'architettura organica nel XXI secolo.

Prince non ha semplicemente copiato Wright, ma ne ha assorbito la "filosofia del design dall'interno verso l'esterno", trasformandola in un linguaggio personale che mantiene viva l'eredità di Wright attraverso l'innovazione radicale.



BRUCE GOFF E BART PRINCE

La relazione tra Bruce Goff e Bart Prince è stata una delle più significative collaborazioni nell'architettura organica americana del XX secolo, evolvendosi da un rapporto mentore-allievo a una profonda amicizia e partnership professionale.

1. Incontro e Mentorship
Prince incontrò Goff mentre studiava architettura alla Arizona State University. Goff, colpito dall'originalità dei disegni di Prince, lo scelse come suo assistente.
Apprendistato: Prince lavorò negli uffici di Goff in Kansas City e Tyler (Texas) tra il 1970 e il 1972, supervisionando anche la costruzione della Glen Harder House.
Influenza filosofica: Da Goff, Prince ereditò l'idea che l'architettura debba essere un'opera d'arte totale, libera da stili predefiniti e capace di utilizzare materiali comuni in modi straordinari.

2. Il Padiglione d'Arte Giapponese (LACMA)
Il culmine della loro collaborazione è il Padiglione d'Arte Giapponese presso il LACMA a Los Angeles (1978-1988).
Progettazione a quattro mani: Lavorarono a stretto contatto come architetti associati sulla visione originale di Goff.
Completamento postumo: Dopo la morte di Goff nel 1982, Prince si assunse la responsabilità di tradurre i complessi disegni concettuali in disegni esecutivi e di supervisionare l'intera costruzione, completando l'opera nel 1988.

3. L'Eredità Comune e Joe Price
Entrambi condivisero il loro cliente più importante, il collezionista Joe Price.
Price commissionò a Goff la celebre casa-studio Shin'enkan in Oklahoma e successivamente scelse Prince per progettare la sua iconica residenza a Corona del Mar.
Questo legame ha permesso a Prince di essere riconosciuto come il vero erede della tradizione individualista iniziata da Frank Lloyd Wright e radicalizzata da Goff.

Oggi, Prince è considerato l'unico architetto ad aver saputo portare avanti la "visione ribelle" di Goff, mantenendo un'identità creativa indipendente pur onorando gli insegnamenti del suo mentore.



OPERE ORGANICHE SIGNIFICATIVE

Le opere di Bart Prince sono celebri per la loro natura scultorea e l'uso di materiali non convenzionali, sfidando spesso le norme dei quartieri in cui sorgono. Ecco le sue realizzazioni più significative:

Bart Prince Residence and Studio (Albuquerque, NM, 1984): La sua casa-studio è un manifesto del suo stile. Caratterizzata da una struttura a "tubo" sollevata su quattro colonne cilindriche, include sculture di metallo a forma di stegosauro a guardia della proprietà e una torre libreria aggiunta nel 1990.

Joe and Etsuko Price Residence (Corona del Mar, CA, 1989): Spesso citata come la sua opera più famosa, è una struttura a "conchiglia" o "pod" interconnessi che si affaccia sul Pacifico. La casa è progettata per la massima privacy, con passaggi segreti e porte nascoste, utilizzando scandole di legno che avvolgono le forme curve.

Pavilion for Japanese Art - LACMA (Los Angeles, CA, 1988): Progettato insieme al suo mentore Bruce Goff e completato da Prince dopo la morte di quest'ultimo. L'edificio è unico per le sue pareti traslucide in Kalwall che permettono una visione delle opere d'arte giapponese in condizioni di luce naturale senza ombre.

Mead/Penhall Residence (Albuquerque, NM, 1993): Situata in un lotto urbano stretto, la casa è sollevata dal terreno per catturare la vista sulle montagne. È stata definita da alcuni critici come un "rettile al sole" per la sua forma organica e il rivestimento.

Whiting Residence (Sun Valley, ID, 1991): Un esempio spettacolare di integrazione in un contesto montano, con volumi sbalzati che sembrano galleggiare sopra il paesaggio innevato.

Gradow/Benton Residence (Aspen, CO, 1993): Una delle sue opere più vaste e lussuose (oltre 2.500 mq), costruita per la modella Barbi Benton. Presenta forme ondulate che imitano il profilo delle montagne circostanti.

Molte di queste case sono diventate famose con soprannomi popolari come la "casa serpente" o la "casa lumaca" a causa delle loro forme zoomorfe.



JOE AND ETSUKO PRICE RESIDENCE

La Joe and Etsuko Price Residence (1984-1989), situata a Corona del Mar (California), è considerata il capolavoro assoluto di Bart Prince e una delle icone dell'architettura organica moderna.
Costruita su una scogliera affacciata sull'Oceano Pacifico, la casa è stata progettata per una coppia di celebri collezionisti d'arte giapponese che desideravano un rifugio estremamente privato e in simbiosi con l'ambiente marino.







Caratteristiche Architettoniche

Concetto a "Pod" Interconnessi: La struttura non è un volume unico, ma un insieme di capsule (pod) sospese che ospitano diverse funzioni: due abitazioni indipendenti per i coniugi e una zona comune per la convivialità.

Forme Marine: Il design evoca elementi naturali come conchiglie, rocce marine o legno trasportato dalla corrente (driftwood). Le forme sono fluide, ondulate e sembrano "scivolare" l'una sull'altra.

Rivestimento in Scandole: L'intera superficie esterna è rivestita da una complessa trama di scandole di legno (shingles) che avvolge le curve sinuose dell'edificio, dandogli un aspetto quasi biologico.

Privacy come Fortezza: Dalla strada, la casa appare come una struttura opaca e misteriosa che protegge gli interni dagli sguardi indiscreti. Prince stesso l'ha definita una "fortezza", arricchita all'interno da porte segrete, passaggi nascosti e scale a chiocciola.

Interni e Luce: Il cuore della casa ruota attorno a un cortile centrale con piscina. All'interno, le strutture in legno lamellare sono lasciate a vista, creando soffitti che ricordano la gabbia toracica di un grande organismo marino.



LA WHITING RESIDENCE

La Whiting Residence (1991), situata nell'esclusiva Sun Valley in Idaho, rappresenta uno dei vertici della capacità di Bart Prince di far dialogare l'architettura organica con i climi montani estremi.





Il Concept: La "Nave nel Paesaggio"
La casa è stata progettata per i collezionisti d'arte Whiting ed è spesso descritta come una serie di volumi che sembrano fluttuare o "navigare" sopra il terreno innevato.
Struttura Sospesa: Per minimizzare l'impatto sul sito e gestire l'accumulo di neve, Prince ha sollevato gran parte della residenza su massicci pilastri di cemento e acciaio.
Geometria Ondulata: Il tetto è l'elemento visivo dominante: una serie di curve sinuose rivestite in rame che imitano il profilo delle montagne circostanti e favoriscono lo scivolamento naturale della neve.

Innovazione Materica e Strutturale
In quest'opera, Prince fonde la forza dei materiali industriali con il calore di quelli naturali:
Legno e Rame: L'esterno combina ampie superfici vetrate con pannelli di legno e una copertura in rame, che con il tempo ha sviluppato una patina che integra l'edificio nei colori del bosco.
Trasparenza Totale: Le pareti vetrate non sono semplici finestre, ma interi segmenti di facciata che "cancellano" il confine tra interno ed esterno, permettendo ai proprietari di sentirsi immersi nella foresta di Sun Valley.

Interni Organici
All'interno, la casa si sviluppa come un labirinto di spazi aperti e dinamici:
Soffitti a Nervature: I soffitti in legno seguono l'andamento del tetto, creando una sensazione di protezione simile a quella di una grotta o di una capanna futuristica.
Dinamismo Verticale: I vari livelli sono collegati da scale scultoree che permettono alla luce di filtrare anche nei piani inferiori, mantenendo l'ambiente luminoso e arioso.

La Whiting Residence è considerata una delle opere più eleganti di Prince, poiché riesce a bilanciare la sua audacia formale con una solennità tranquilla, perfetta per il ritiro montano.



GRADOW/BENTON RESIDENCE

La Gradow/Benton Residence, soprannominata "Copper Palace" (Palazzo di Rame), è una delle realizzazioni più vaste e spettacolari di Bart Prince, completata nel 1995 dopo sei anni di progettazione e costruzione. Situata su un sito di 40 acri nella prestigiosa zona di Starwood ad Aspen, Colorado, la casa è stata costruita per lo sviluppatore George Gradow e sua moglie, l'attrice e modella Barbi Benton.







Architettura e Struttura
L'edificio incarna perfettamente la filosofia organica di Prince, adattandosi alla pendenza ripida del terreno e massimizzando le viste sulle montagne circostanti.
Design a "Pod": La struttura si sviluppa come una serie di sezioni a sbalzo (cantilevered sections) che scendono lungo la collina. L'impianto si basa su quattro "pod" principali, costruiti attorno a scale in acciaio e cemento, che sollevano la casa dal suolo conferendole un aspetto leggero e quasi alieno.
Materiali: Il materiale dominante è il rame, scelto per la sua capacità di mutare nel tempo e fondersi con l'ambiente naturale. La base è in cemento e muratura, mentre la parte superiore scultorea è intelaiata in acciaio e rivestita interamente in rame e vetro.
Dimensioni: Originariamente concepita per 15.000 piedi quadrati, la residenza è cresciuta fino a circa 2.200-2.500 mq (24.000-27.000 sq ft), rendendola una delle case private più grandi della zona.

Interni e Funzioni Speciali
Gli interni, curati personalmente da Barbi Benton per riflettere un gusto "cosmopolita-countrified" e giocoso, sono celebri per la loro stravaganza.
Spazi per l'Intrattenimento: La casa include una discoteca per 100 persone, una sala da ballo e una sala da pranzo capace di ospitare fino a 150 invitati.
Servizi di Lusso: Dispone di due piscine con altoparlanti subacquei (mantenute a temperature diverse per i due coniugi), una palestra, uno studio di proiezione a forma di uovo, un "conversation pit" circolare e una camera padronale con un letto girevole per godere delle viste panoramiche.
Dettagli Unici: Il pavimento del soggiorno è un "puzzle" composto da 17 tipi diversi di legni duri, mentre l'illuminazione a fibre ottiche è integrata in scrivanie di resina plastica.



MALONEY RESIDENCE

Una delle opere più significative e recenti di Bart Prince è la Maloney Residence (conosciuta anche come The "Snake" House), completata intorno al 2014-2015 a Santa Fe, New Mexico.
Questa struttura rappresenta la maturità del suo linguaggio, dove la complessità geometrica si fonde con una gestione magistrale della luce desertica.








Caratteristiche della Maloney Residence
La Forma a "Serpente": L'edificio si snoda lungo il crinale di una collina seguendo una linea sinuosa e continua. Vista dall'alto, la casa sembra un rettile meccanico che si adagia sul terreno, con un tetto segmentato che ricorda le scaglie di un organismo.
Struttura a Sbalzo (Cantilever): Fedele al suo stile, Prince ha progettato sezioni della casa che si protendono nel vuoto sopra la valle, offrendo una vista panoramica a 360 gradi sulle montagne Sangre de Cristo senza interrompere la pendenza naturale del sito.
Materiali Contemporanei: La casa utilizza una combinazione di acciaio, vetro e pannelli metallici riflettenti, che contrastano con le tradizionali case in adobe di Santa Fe, rivendicando la libertà espressiva tipica del suo "Presente Continuo".
Il soffitto "a ventaglio": All'interno, il soffitto è un capolavoro di carpenteria moderna, con travi che si aprono a raggiera seguendo la curvatura della pianta, creando un senso di movimento costante.



FUNZIONE, FORMA ED EMOZIONE

Il rapporto tra forma e funzione negli interni di Bart Prince ribalta il dogma modernista del "la forma segue la funzione". Per Prince, queste due entità sono indissolubili: la funzione non è solo utilitaristica (mangiare, dormire), ma include l'esperienza psicologica ed emotiva dello spazio.
Ecco come questo binomio si concretizza nei suoi interni:

1. Spazio come Esperienza Sensoriale
La funzione di una stanza non è definita solo dai mobili, ma dal volume e dalla luce.
Volumi variabili: Prince gioca con l'altezza dei soffitti per comprimere o espandere l'emozione dell'abitante. Un ingresso può essere basso e scuro (senso di protezione/caverna) per poi aprirsi improvvisamente in un soggiorno altissimo e vetrato (senso di libertà/volo).
La Luce come materiale: La luce non serve solo a "vedere", ma a scolpire lo spazio. Usa lucernari zenitali e pareti traslucide (come nel Padiglione del LACMA) per creare atmosfere eteree dove la funzione è la contemplazione.

2. Arredi Integrati e Struttura a Vista
Nei suoi progetti, spesso non capisci dove finisce l'architettura e dove inizia l'arredamento.
Mobili "nati" dalle pareti: Divani, scrivanie e scaffalature sono spesso estensioni della struttura stessa in legno o cemento. Questo elimina il disordine visivo e rende la funzione parte integrante della "scultura" abitativa.
Lo scheletro come decoro: La funzione strutturale (travi, bulloni, tiranti) non viene mai nascosta. Le "costole" della casa diventano l'elemento estetico principale, creando un ritmo visivo che guida l'utente attraverso gli ambienti.

3. Circolazione Fluida e Dinamica
Prince rifiuta il concetto di corridoio come spazio sprecato.
Percorsi organici: Il movimento tra le funzioni (dalla cucina alla camera) avviene attraverso rampe, scale a chiocciola e ponti sospesi. La funzione del "passaggio" diventa un'avventura spaziale, spesso con affacci inaspettati su altri livelli della casa.
Zonizzazione per "Pod": In case come la Price Residence, le diverse funzioni sono separate in nuclei distinti. Questo risponde alla funzione sociale della privacy, permettendo a membri diversi della famiglia di vivere in "isole" indipendenti collegate da spazi comuni.

4. Adattabilità e "Presente Continuo"
La funzione per Prince è un concetto in evoluzione.
Spazi multiuso: Molti dei suoi interni sono flessibili. Un'area living può trasformarsi in una galleria d'arte o in uno spazio da ballo (come nella Gradow/Benton Residence), assecondando i desideri mutevoli dei proprietari.

In sintesi, per Prince la forma non segue passivamente la funzione; piuttosto, la forma esalta e nobilita la funzione quotidiana, trasformando atti banali in esperienze straordinarie.



LA TEORIA ORGANICA DEL "CONTINUO PRESENTE"

La teoria del "Continuo Presente" (Continuous Present) è il cuore pulsante dell'opera di Bart Prince e rappresenta il suo rifiuto totale di considerare l'architettura come una ripetizione di stili storici o una corsa verso tendenze effimere.


Ecco come questo concetto filosofico si traduce in materia e spazio:

1. Rifiuto del "Nostalgico" e del "Futuribile"
Per Prince, un edificio non deve guardare al passato (neoclassico, coloniale, o il finto adobe del New Mexico) né cercare di essere "fantascientifico" per il gusto di esserlo.
Architettura come risposta attuale: Il "Continuo Presente" significa che l'edificio è la risposta più logica e creativa ai problemi di oggi, usando le tecnologie di oggi.
Esempio: Se oggi disponiamo di computer per calcolare sbalzi estremi e di nuovi polimeri traslucidi, è un dovere usarli. Ignorarli per costruire una casa che sembri del 1800 sarebbe, per Prince, un atto di disonestà intellettuale.

2. L'Edificio come Entità in divenire
Il "Presente" non è un momento statico, ma un flusso. Le opere di Prince riflettono questa dinamicità:
Crescita organica: Molte sue case, come il suo studio ad Albuquerque, sono state costruite in fasi successive (la torre della biblioteca è arrivata anni dopo il nucleo centrale). L'edificio non è un oggetto finito e "congelato", ma un organismo che può evolversi senza perdere la sua coerenza, proprio perché non è legato a una simmetria rigida.
Senza tempo: Non seguendo le mode (come il Postmodernismo degli anni '80), le sue opere non "invecchiano" nel senso estetico del termine. La Price Residence sembrava aliena nel 1984 e lo sembra tuttora; è sospesa in un presente perenne.

3. Materiali "Sinceri"
Nel Continuo Presente, i materiali devono mostrare la loro natura e la loro funzione attuale:
Niente imitazioni: Prince non dipingerebbe mai l'acciaio per farlo sembrare legno. Il rame deve ossidarsi, il cemento deve mostrare la sua forza, i tubi d'acqua solari devono essere visibili come parte del sistema vitale dell'edificio.
L'uso del "Trovato": Utilizzare materiali industriali o di scarto (come le bottiglie di vetro o i tubi ceramici) è un modo per radicare l'opera nel contesto produttivo contemporaneo, trasformando il banale in straordinario attraverso il design.

4. La Lezione di Wright e Stein
Il termine "Continuo Presente" richiama le teorie della scrittrice Gertrude Stein, cara a Frank Lloyd Wright. L'idea è che l'esperienza dello spazio avvenga momento dopo momento, in un flusso costante.
Negli interni di Prince, non c'è un unico punto di vista privilegiato. Muovendosi attraverso la casa, l'osservatore vive un'esperienza spaziale che si rinnova continuamente: una finestra che inquadra il cielo, una rampa che scende, una curva che nasconde e poi rivela.

In sintesi, il Continuo Presente è la libertà di essere originali senza essere arbitrari, creando un'architettura che è "nuova" ogni volta che la si abita perché risponde profondamente alla vita reale.













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