Euine Fay Jones: architettura organica come fusione tra natura e spirito
di Carlo Sarno
INTRODUZIONE
L'architettura organica di Euine Fay Jones (1921–2004) è un'evoluzione intima e spirituale dei principi appresi dal suo mentore, Frank Lloyd Wright. Mentre Wright cercava l'integrazione totale tra edificio e paesaggio, Jones ha affinato questo approccio applicandolo con una precisione quasi artigianale ai boschi del sud degli Stati Uniti, in particolare alle montagne Ozark.
Caratteristiche Fondamentali
Armonia con il Sito: Per Jones, l'architettura non deve essere "sopra" la terra, ma parte di essa. I suoi edifici sono progettati per rispettare l'ecologia del luogo, spesso utilizzando materiali locali come legno di sequoia e pietra di campo.
Geometria e Trasparenza: Le sue opere più celebri, come la Thorncrown Chapel, utilizzano intricate strutture a traliccio in legno che creano un gioco costante di luci e ombre, trasformando l'edificio in uno "strumento per la musica della natura".
Artigianato e Dettaglio: Jones curava ogni singolo aspetto, dal design degli arredi alla disposizione dei singoli elementi strutturali, cercando una relazione "parte-tutto" in cui ogni componente richiama l'integrità dell'intera opera.
Qualità Spirituale: I suoi spazi, in particolare le cappelle, mirano a elevare lo spirito umano attraverso la semplicità e la connessione visiva con l'ambiente esterno, evocando un senso di pace e mistero.
Opere Rappresentative
Thorncrown Chapel (1980): Situata a Eureka Springs, è considerata il suo capolavoro e uno dei migliori edifici americani del XX secolo.
Mildred B. Cooper Memorial Chapel (1988): Celebre per l'uso di archi gotici in acciaio che si fondono con la verticalità degli alberi circostanti.
Pinecote Pavilion (1985): Una struttura aperta che celebra l'integrità della foresta meridionale attraverso un design ritmico e leggero.
LA FILOSOFIA ORGANICA DI EUINE FAY JONES
La filosofia architettonica di E. Fay Jones si basa su un'architettura organica che va oltre la semplice integrazione con la natura, mirando a un'esperienza spirituale attraverso l'uso della luce, dei materiali naturali e una delicata verticalità che evoca il bosco circostante.
Principi Fondamentali
Integrazione Intima con l'Ambiente: A differenza dell'approccio orizzontale di Frank Lloyd Wright, Jones si è concentrato sulla verticalità delle foreste e delle colline delle Ozark, creando edifici che sembrano crescere dal terreno. I suoi progetti sono pensati per "appartenere" al loro luogo, minimizzando l'impatto e rispettando la topografia esistente.
Armonia tra Uomo e Natura: L'architettura organica di Jones cerca un equilibrio tra l'ambiente costruito e quello naturale, fondendo i due in un unico organismo. Non si limita a imitare la natura, ma ne interpreta i principi di crescita e armonia.
Luce e Trasparenza: Un elemento chiave è l'uso sapiente della luce naturale. Nelle sue cappelle, come la Thorncrown Chapel, ampie superfici vetrate e intricate strutture a traliccio permettono alla luce di filtrare e danzare all'interno, creando un'esperienza dinamica che cambia con le ore del giorno e le stagioni. La trasparenza visiva offusca i confini tra interno ed esterno.
Spiritualità e Mistero: Jones credeva che l'architettura dovesse avere una qualità spirituale ed elevare l'animo umano. I suoi spazi sono progettati per suscitare un senso di pace e riflessione, offrendo un santuario che si connette con il mistero e la bellezza del mondo naturale.
Maestria Artigianale e Dettaglio: L'attenzione ai dettagli costruttivi era meticolosa. Per la Thorncrown Chapel, ad esempio, richiese che nessun elemento strutturale fosse più grande di quanto due uomini potessero trasportare a mano attraverso il bosco, evitando l'uso di macchinari pesanti e preservando il sito. Questo approccio enfatizzava l'artigianato e la relazione tra le singole parti e l'insieme.
Materiali Naturali e Locali: L'uso predominante di materiali come il legno, la pietra di campo e il vetro rafforza la connessione con l'ambiente e dona un senso di autenticità e calore ai suoi edifici.
In sintesi, la teoria di Jones trasforma i principi dell'architettura organica in un'espressione poetica e spirituale, dove ogni elemento è attentamente considerato per creare un'armonia senza tempo tra l'opera umana e il paesaggio naturale.
ARCHITETTURA POETICA E SPIRITUALE
Fay Jones realizza un'architettura che è sia "poetica" che "spirituale" non attraverso decorazioni simboliche, ma tramite la logica costruttiva e la gestione della luce, trasformando la struttura stessa in una metafora della natura e del sacro.
Ecco i pilastri tecnici e filosofici della sua espressione:
1. La Struttura come "Strumento Musicale"
Jones non considerava le sue opere solo come edifici, ma come "strumenti per la musica della natura".
Ritmo Verticale: Utilizzando intricati sistemi di tralicci in legno, Jones riproduceva la verticalità e la fitta trama dei tronchi e dei rami della foresta Ozark.
Trasparenza: Le oltre 6.000 metri quadrati di vetro e le 425 finestre di capolavori come la Thorncrown Chapel permettono alla luce di filtrare e cambiare costantemente, proprio come avviene sotto la chioma degli alberi.
2. L'Umiltà Costruttiva: "La Prova dei Due Uomini"
La spiritualità in Jones passa per il rispetto del creato. Per preservare l'integrità del sito boschivo, impose una regola ferrea: nessun elemento strutturale doveva essere più grande di quanto due uomini potessero trasportare a mano attraverso i boschi. Questo evitò l'uso di macchinari pesanti e diede all'edificio una leggerezza quasi eterea, tipica della sua visione di "Ozark Gothic".
3. La Metafora del Sacro nel Dettaglio
Jones infondeva significati poetici in ogni giunto o imperfezione:
L'Errore Divino: In un aneddoto celebre, Jones decise deliberatamente di lasciare una vite fuori allineamento nei banchi di una cappella, commentando che "solo Dio è perfetto".
Simbolismo Geometrico: I nodi strutturali a forma di diamante nelle sue capriate non servono solo alla stabilità, ma creano aperture che irradiano luce "pura", evocando simbolicamente la corona di spine o l'infinito.
4. Il Ruolo della Luce e del Tempo
L'architettura di Jones non è statica; è un'esperienza temporale. Poiché la struttura è definita da ombre proiettate e riflessi, l'edificio "non appare mai uguale", cambiando con le ore del giorno e le stagioni. Questa mutevolezza invita alla contemplazione e al silenzio, obiettivi primari della sua filosofia per i luoghi di culto non confessionali.
Nelle abitazioni private, Jones declinava la sua poetica spirituale in una dimensione più intima, trasformando la casa in un rifugio protettivo che non isola l'abitante, ma lo connette profondamente al ritmo del bosco.
L'applicazione residenziale dei suoi principi:
L'ingresso come rito di passaggio: Jones progettava percorsi d'ingresso tortuosi e compressi che si aprivano improvvisamente su spazi ampi e luminosi. Questo contrasto creava un senso di scoperta e sollievo spirituale, separando il mondo esterno dal "santuario" domestico.
La centralità del focolare: Seguendo Wright, poneva spesso un monumentale camino in pietra locale al centro della casa. Rappresentava l'elemento "terra" e il calore spirituale della famiglia, attorno al quale si sviluppava l'intera struttura lignea.
Mobili "nati" dalla casa: Jones progettava arredi integrati (banchi, scrivanie, lampade) utilizzando lo stesso legno della struttura. Questo creava una continuità visiva totale, dove non c'era distinzione tra l'edificio e il suo contenuto, incarnando l'ideale organico di "unità".
Erosione dei confini: Utilizzava ampie vetrate ad angolo (senza montanti pesanti) e portava i materiali esterni (come la pietra dei muri) all'interno. L'abitante aveva la sensazione di vivere "sotto la chioma degli alberi", mantenendo però un senso di sicurezza grazie ai tetti sporgenti e protettivi.
Geometrie modulari: Ogni casa era basata su un modulo geometrico rigoroso (spesso il rombo o l'esagono). Questo ordine matematico, percepito inconsciamente, conferiva agli ambienti una serenità e un'armonia che Jones considerava essenziali per il benessere psichico.
Esempi celebri
Un esempio perfetto è la sua residenza personale, la Fay and Gus Jones House a Fayetteville, dove la struttura sembra fluttuare sopra un ruscello, o la Stoneflower, che combina una base massiccia in pietra con una parte superiore in vetro e legno incredibilmente leggera.
FRANK LLOYD WRIGHT E EUINE FAY JONES
La relazione tra Frank Lloyd Wright ed E. Fay Jones è stata quella di mentore e protetto, evolvendosi poi in una profonda amicizia professionale. Jones è riconosciuto come uno dei pochi apprendisti di Wright che è riuscito a sviluppare un linguaggio architettonico distintivo e di successo mondiale, pur rimanendo fedele ai principi fondamentali del maestro.
Il Percorso di Apprendimento
Incontro e Formazione: Jones fu ispirato a diventare architetto dopo aver visto un film sul Johnson Wax Headquarters di Wright. I due si incontrarono ufficialmente nel 1949 e Jones divenne un apprendista presso la Taliesin Fellowship nel 1953.
Taliesin Fellow: Jones trascorse diversi anni a studiare presso le sedi di Taliesin (Wisconsin) e Taliesin West (Arizona), dove assorbì i concetti di architettura organica e le teorie sulle case "Usoniane".
Analogie e Influenze
Entrambi condividevano l'idea che l'architettura dovesse essere un'"entità vivente" in armonia con l'ambiente.
Materiali e Luce: Entrambi prediligevano l'uso di materiali naturali come legno, pietra e vetro per fondere gli edifici con il paesaggio.
Centralità del Focolare: Come Wright, Jones poneva spesso il camino al centro della vita domestica come simbolo di unità.
Divergenze Stilistiche: Orizzontalità vs Verticalità
Nonostante la forte influenza, Jones adattò i principi di Wright alla geografia specifica dei monti Ozark:
Wright (Orizzontalità): Le sue strutture, influenzate dalle praterie del Midwest, tendevano a essere basse, orizzontali e radicate all'orizzonte.
Jones (Verticalità): Cresciuto tra foreste e colline, Jones sviluppò un'architettura che "cresceva verso l'alto" dalla terra, imitando la verticalità degli alberi, uno stile che culminò nel cosiddetto "Ozark Gothic".
Riconoscimenti Comuni
Entrambi hanno ricevuto il massimo onore dall'American Institute of Architects: la AIA Gold Medal (Wright nel 1949, Jones nel 1990). La Thorncrown Chapel di Jones è considerata oggi uno dei capolavori che meglio ha saputo portare avanti l'eredità organica del maestro in chiave moderna.
OZARK GOTHIC
Negli interni residenziali, Jones fonde la razionalità di Wright con una sensibilità quasi mistica per il paesaggio degli Ozark, creando quella che lui stesso definiva "Ozark Gothic".
L'Ozark Gothic è l'etichetta critica coniata per descrivere lo stile unico che Fay Jones sviluppò negli anni '80. Rappresenta la fusione tra la logica strutturale delle cattedrali gotiche europee e la natura selvaggia e boscosa delle montagne Ozark in Arkansas.
Ecco gli elementi che definiscono questa filosofia:
1. La "Trasparenza Strutturale"
A differenza delle cattedrali medievali in pietra, pesanti e imponenti, il "Gotico delle Ozark" è un'architettura di scheletri leggeri.
Capriate a traliccio: Jones utilizzava sottili elementi di legno incrociati che creano una rete densa e complessa. Questa struttura non serve solo a reggere il tetto, ma a frammentare la luce, imitando l'effetto dei rami degli alberi.
Verticalità: Mentre Wright enfatizzava l'orizzonte, Jones spingeva l'occhio verso l'alto, celebrando l'altezza delle querce e dei pini circostanti.
2. Il Sacro nel Quotidiano
Il termine "Gothic" evoca lo spirito delle grandi cattedrali, ma Jones lo spoglia del dogma religioso per renderlo un'esperienza sensoriale:
Democrazia dei materiali: Non usava marmi pregiati o oro, ma materiali "umili" come il pino giallo del sud, il vetro comune e l'acciaio. La nobiltà dell'edificio non derivava dal costo dei materiali, ma dalla precisione della loro composizione.
Spazio "vuoto": Nelle sue cappelle o case, il vuoto è importante quanto il pieno. Lo spazio racchiuso tra i tralicci è progettato per essere "riempito" dal bosco esterno, rendendo la natura il vero "altare" della struttura.
3. Opere Manifesto
Thorncrown Chapel (1980): È l'esempio perfetto di Ozark Gothic. Alta 14 metri ma costruita con legname di piccole dimensioni, si erge nel bosco come un "vascello di vetro e luce".
Mildred B. Cooper Memorial Chapel (1988): Qui Jones introduce l'arco a sesto acuto, tipico del gotico classico, ma lo realizza in acciaio e vetro, creando un'eleganza filiforme che sembra quasi sparire nel paesaggio. Per approfondire l'estetica di quest'opera, visita il sito ufficiale della Cooper Chapel.
4. Il rapporto con il Clima
L'Ozark Gothic risponde anche a necessità pratiche: i tetti molto spioventi e le ampie gronde proteggono dalle forti piogge e dall'umidità del clima dell'Arkansas, dimostrando che la forma "poetica" ha sempre una radice nella funzionalità organica.
OPERE ORGANICHE SIGNIFICATIVE
Le opere più significative di Euine Fay Jones rappresentano l'evoluzione dell'architettura organica verso una forma di "sacralità della luce". La maggior parte dei suoi capolavori si trova in Arkansas, dove ha saputo interpretare magistralmente il paesaggio delle montagne Ozark.
Ecco le opere fondamentali:
1. Thorncrown Chapel (1980) – Eureka Springs, Arkansas
È considerata il suo capolavoro assoluto e una delle opere più importanti dell'architettura americana del XX secolo.
Caratteristiche: Una struttura alta circa 15 metri composta da oltre 6.000 metri quadrati di vetro e un intricato sistema di tralicci in pino locale.
Significato: Realizza l'ideale di "Ozark Gothic", dove la struttura imita la verticalità della foresta e la luce diventa il materiale da costruzione principale.
2. Mildred B. Cooper Memorial Chapel (1988) – Bella Vista, Arkansas
Spesso paragonata alla Thorncrown, questa cappella accentua ulteriormente il richiamo al gotico attraverso l'uso di archi curvi.
Caratteristiche: Utilizza archi in acciaio filiforme e vetro per creare uno spazio che sembra fluttuare nel bosco.
Innovazione: Gli archi a sesto acuto sono disposti in una sequenza ritmica che incornicia perfettamente la vista della natura circostante.
3. Pinecote Pavilion (1985) – Picayune, Mississippi
Situato nel Crosby Arboretum, è il miglior esempio di struttura organica completamente aperta.
Caratteristiche: Un padiglione che funge da "ponte" tra l'uomo e l'ecosistema del Mississippi, costruito su un lago artificiale che ne raddoppia la simmetria attraverso il riflesso.
Dettaglio: La struttura è progettata per invecchiare naturalmente insieme alla flora locale.
4. Fay and Gus Jones House (1956) – Fayetteville, Arkansas
La sua residenza personale è il manifesto della sua filosofia applicata alla vita domestica.
Caratteristiche: Costruita su un terreno scosceso, integra una parete di roccia naturale e un piccolo ruscello all'interno della zona giorno.
Unicità: Dimostra come i principi di Wright (focolare centrale, materiali naturali) possano essere declinati in una scala più intima e raccolta.
5. Stoneflower (1965) – Heber Springs, Arkansas
Un'abitazione sperimentale che combina una base in pietra massiccia ("la grotta") con un piano superiore in legno e vetro leggerissimo ("la casa sull'albero").
LA THORNCROWN CHAPEL
La Thorncrown Chapel è considerata il manifesto del "Gotico delle Ozark" e l'opera che ha consacrato Fay Jones a livello mondiale. Situata a Eureka Springs, Arkansas, la cappella è una celebrazione della luce e della trasparenza.
La Struttura a Traliccio: L'edificio è composto da un sistema fittissimo di 425 finestre e oltre 6.000 metri quadrati di vetro [2]. La struttura portante è realizzata in pino giallo del sud (Southern Yellow Pine), trattato per assumere una tonalità grigiastra che si mimetizza con la corteccia degli alberi circostanti.
Verticalità e Leggerezza: Nonostante sia alta quasi 15 metri, la cappella trasmette un senso di estrema fragilità e ariosità. Jones ha utilizzato solo travi di legno di piccole dimensioni (2x4, 2x6 e 2x12 pollici) affinché potessero essere trasportate a mano nel bosco, evitando l'uso di macchinari pesanti e preservando il sito naturale.
Il Gioco della Luce: Il soffitto a traliccio crea un pattern complesso di ombre e luci che cambia costantemente durante il giorno. L'uso di giunti in acciaio tra le travi di legno permette alla struttura di apparire come una "rete" trasparente sospesa tra gli alberi.
Significato e Riconoscimenti
Spiritualità Universale: Sebbene sia una cappella, non presenta simboli religiosi tradizionali evidenti. La sua sacralità deriva dalla connessione diretta con la creazione: sedendosi all'interno, si ha la sensazione di essere all'aperto, protetti ma non isolati.
Premi: Nel 1981, l'AIA (American Institute of Architects) le ha conferito il premio per il miglior design dell'anno e, successivamente, è stata inserita al quarto posto nella lista dei migliori edifici americani del XX secolo.
Oggi la Thorncrown Chapel continua a essere una delle mete più visitate per gli studiosi di architettura organica, rimanendo un simbolo di come l'opera umana possa elevare la bellezza del paesaggio naturale.
IL PINECOTE PAVILION
Il Pinecote Pavilion (1985), situato presso il Crosby Arboretum a Picayune (Mississippi), è considerato il capolavoro della maturità di Fay Jones. Se la Thorncrown Chapel è una "cattedrale di vetro", il Pinecote è un rifugio primordiale che celebra la transizione tra terra e acqua.
IL PINECOTE PAVILION
Il Pinecote Pavilion (1985), situato presso il Crosby Arboretum a Picayune (Mississippi), è considerato il capolavoro della maturità di Fay Jones. Se la Thorncrown Chapel è una "cattedrale di vetro", il Pinecote è un rifugio primordiale che celebra la transizione tra terra e acqua.
1. Il Concept: L'Ombrello nel Bosco
A differenza di altre opere, il padiglione è completamente privo di pareti. Jones lo ha concepito come un grande "ombrello" protettivo che permette ai visitatori di osservare l'ecosistema circostante senza alcuna barriera fisica. La struttura sembra galleggiare su una piattaforma di mattoni che si protende su un laghetto artificiale, raddoppiando la sua immagine grazie al riflesso speculare.
2. Geometria e Struttura
Verticalità Ritmica: I pilastri centrali si aprono verso l'alto come le fronde dei pini circostanti. La geometria segue un modulo rigoroso che crea una sequenza di ombre dinamiche.
Traliccio "Ozark Gothic": La complessa ragnatela di travi in pino giallo del sud non ha solo funzione portante, ma funge da filtro per la luce naturale, frammentandola proprio come farebbe la chioma di una foresta reale.
Il Tetto: Le falde sono estremamente spioventi e rivestite in scandole di legno, una scelta che protegge i nodi strutturali dalle abbondanti piogge del Mississippi garantendo al contempo una ventilazione naturale continua.
3. La Filosofia dell'Invecchiamento
Jones ha scelto materiali che potessero invecchiare con grazia:
Il legno è stato lasciato esposto per assumere nel tempo una tonalità grigio-argentea, simile alla corteccia degli alberi secolari.
La base in mattoni e la pietra locale ancorano l'edificio al suolo, creando un contrasto materico tra la "pesantezza" della terra e la "leggerezza" del tetto.
4. Integrazione Ecologica
Il padiglione non è un oggetto isolato, ma il perno di un sistema ecologico. È progettato per essere il punto di osservazione ideale per la flora autoctona, trasformando l'atto del camminare in un'esperienza contemplativa e spirituale, in pieno stile.
LA FAY AND GUS JONES HOUSE
La Fay and Gus Jones House (1956), situata a Fayetteville, Arkansas, è la residenza personale che l'architetto progettò per la sua famiglia subito dopo il suo apprendistato presso Frank Lloyd Wright. Considerata il "DNA" di tutta la sua opera successiva, questa casa incarna i principi dell'architettura organica attraverso un dialogo unico tra materiali grezzi e spazialità moderna.
Jones ha strutturato l'abitazione su due livelli con atmosfere volutamente contrastanti:
Il livello inferiore (La Grotta): Costruito in pietra di campo nativa (fieldstone), è parzialmente incassato nel pendio. Durante gli scavi, i costruttori incontrarono una sporgenza rocciosa; invece di abbatterla, Jones decise di integrarla nel design, trasformandola in un giardino interno con una piccola piscina e una vasca da bagno scavata direttamente nella roccia.
Il livello superiore (La Casa sull'Albero): In netto contrasto, il piano superiore è una struttura leggera in legno di sequoia (redwood) e vetro. Organizzato attorno a un imponente focolare centrale in pietra, questo livello offre ampie viste panoramiche sulla foresta circostante, eliminando il senso di chiusura grazie a dettagli come le vetrate d'angolo ereditate da Wright.
Caratteristiche del Design
Materiali e Luce: La casa utilizza una combinazione sapiente di pietra, legno e vetro, protetti da un ampio tetto a falde spioventi. La luce naturale entra strategicamente dall'alto e attraverso finestre a nastro, enfatizzando le texture naturali dei materiali.
Coreografia del Movimento: Jones progettò l'ingresso principale sul retro della casa, obbligando i visitatori a percorrere il terreno boscoso per "scoprire" l'abitazione, creando un rito di passaggio tra la natura e lo spazio costruito.
Flessibilità Organica: A differenza delle case statiche dell'epoca, la pianta aperta del piano superiore permetteva agli spazi di cambiare funzione: la camera da letto principale poteva diventare un'estensione del soggiorno durante i ricevimenti.
Oggi la casa è un monumento storico protetto, donata dalle figlie alla Fay Jones School of Architecture and Design per garantirne la conservazione e l'uso educativo.
STONEFLOWER
Stoneflower (1965) rappresenta l'esperimento più audace di Jones nel fondere geologia e architettura. Situata su una scogliera sopra il lago Eden nell'Arkansas, questa residenza è il manifesto visivo della sua transizione dallo stile orizzontale di Wright alla sua personale verticalità Ozark.
Ecco gli elementi che la rendono unica:
1. Il Concept: Dalla Roccia al Cielo
La casa è concepita come una metafora della natura stessa:
La Base (La Grotta): Il livello inferiore è una solida torre in pietra locale grezza, quasi priva di finestre, che sembra emergere direttamente dalla scarpata. All'interno, Jones ha creato una doccia che è una vera e propria grotta artificiale, dove l'acqua scorre su pareti di pietra naturale.
Il Piano Superiore (Il Fiore): Sopra la massa minerale "sboccia" una struttura leggerissima in legno e vetro. Questa parte superiore è caratterizzata da una verticalità estrema e da un tetto a padiglione che protegge ampi balconi, dando l'impressione di vivere in una lanterna sospesa tra i rami.
2. Dettagli Architettonici Distintivi
La Scala a Chiocciola: Per collegare i due mondi (pietra e legno), Jones progettò una scala a chiocciola centrale che funge da perno visivo, enfatizzando la verticalità dell'edificio.
Mobili "Integrati": Come in tutte le sue opere organiche, i mobili sono incorporati nella struttura. Panchine e scaffali in legno di sequoia sembrano crescere dalle pareti, mantenendo lo spazio fluido e privo di ingombri.
Luce Filtrata: L'uso di piccoli inserti in vetro colorato e di tralicci in legno crea all'interno quell'effetto di "luce che danza" tipico delle sue opere sacre, trasformando l'ambiente domestico in uno spazio contemplativo.
3. Stato Attuale e Conservazione
Stoneflower è considerata una delle abitazioni più innovative del XX secolo. Recentemente è stata oggetto di un attento restauro ed è ora disponibile per soggiorni brevi, permettendo agli appassionati di vivere direttamente l'esperienza della sua architettura.
LA MILDRED B. COOPER MEMORIAL CHAPEL
La Mildred B. Cooper Memorial Chapel (1988), situata a Bella Vista (Arkansas), è spesso considerata l'evoluzione più raffinata e lirica della Thorncrown Chapel. Se la prima era una struttura lineare e spigolosa, questa cappella introduce la curva, portando il concetto di Ozark Gothic a un livello di eleganza quasi celestiale.
1. Il Concept: Dalla Roccia al Cielo
La casa è concepita come una metafora della natura stessa:
La Base (La Grotta): Il livello inferiore è una solida torre in pietra locale grezza, quasi priva di finestre, che sembra emergere direttamente dalla scarpata. All'interno, Jones ha creato una doccia che è una vera e propria grotta artificiale, dove l'acqua scorre su pareti di pietra naturale.
Il Piano Superiore (Il Fiore): Sopra la massa minerale "sboccia" una struttura leggerissima in legno e vetro. Questa parte superiore è caratterizzata da una verticalità estrema e da un tetto a padiglione che protegge ampi balconi, dando l'impressione di vivere in una lanterna sospesa tra i rami.
2. Dettagli Architettonici Distintivi
La Scala a Chiocciola: Per collegare i due mondi (pietra e legno), Jones progettò una scala a chiocciola centrale che funge da perno visivo, enfatizzando la verticalità dell'edificio.
Mobili "Integrati": Come in tutte le sue opere organiche, i mobili sono incorporati nella struttura. Panchine e scaffali in legno di sequoia sembrano crescere dalle pareti, mantenendo lo spazio fluido e privo di ingombri.
Luce Filtrata: L'uso di piccoli inserti in vetro colorato e di tralicci in legno crea all'interno quell'effetto di "luce che danza" tipico delle sue opere sacre, trasformando l'ambiente domestico in uno spazio contemplativo.
3. Stato Attuale e Conservazione
Stoneflower è considerata una delle abitazioni più innovative del XX secolo. Recentemente è stata oggetto di un attento restauro ed è ora disponibile per soggiorni brevi, permettendo agli appassionati di vivere direttamente l'esperienza della sua architettura.
LA MILDRED B. COOPER MEMORIAL CHAPEL
La Mildred B. Cooper Memorial Chapel (1988), situata a Bella Vista (Arkansas), è spesso considerata l'evoluzione più raffinata e lirica della Thorncrown Chapel. Se la prima era una struttura lineare e spigolosa, questa cappella introduce la curva, portando il concetto di Ozark Gothic a un livello di eleganza quasi celestiale.
L'elemento distintivo è l'uso di archi a sesto acuto che si intersecano.
Acciaio e Vetro: A differenza della Thorncrown (prevalentemente in legno), qui Jones utilizza sottili profili in acciaio color bronzo. Questo materiale ha permesso di creare archi più slanciati e resistenti, che imitano perfettamente la curvatura naturale dei rami dei grandi alberi che circondano il sito.
Geometria Ripetitiva: La struttura è composta da 15 archi principali che creano un tunnel di luce. Questa ripetizione ritmica genera un senso di infinito, guidando lo sguardo del visitatore verso il bosco e il lago sottostante attraverso la grande vetrata absidale.
2. Trasparenza Totale
La cappella è un guscio di vetro inserito in uno scheletro metallico.
Assenza di Pareti Opache: Non ci sono muri pieni; l'intero perimetro è trasparente. Questo permette alla natura di "entrare" nell'edificio: durante l'autunno la cappella si tinge d'oro, mentre in inverno la struttura scura risalta contro la neve, riflettendo il ciclo delle stagioni.
Luce Filtrata: Gli intricati motivi geometrici creati dall'incrocio degli archi agiscono come un filtro solare naturale, proiettando ombre complesse sui pavimenti in pietra che cambiano con il movimento del sole.
3. La Filosofia del Luogo
Come molte opere di Jones, la Cooper Chapel è un luogo non confessionale.
Spazio Multimodale: È progettata per matrimoni, concerti o semplice meditazione. La sua sacralità non è imposta da simboli religiosi, ma dalla maestosità della geometria e dal silenzio del bosco.
Integrazione con il Paesaggio: L'edificio è situato su una collina che domina il lago Norwood. Il percorso per raggiungerla è studiato per preparare il visitatore, allontanandolo gradualmente dal rumore urbano per immergerlo nella quiete organica.
RICHARD AND ALMA BROTHERS HOUSE
La Richard and Alma Brothers House, situata a Fayetteville (Arkansas) e completata nel 1957, è uno degli esempi più puri dell'architettura organica di E. Fay Jones, allievo di Frank Lloyd Wright.
L'architettura della Brothers House si basa su una fusione magistrale di geometria rigorosa e materiali naturali.
1. Integrazione con il Sito
La casa è costruita su un terreno scosceso e boscoso. Invece di livellare il suolo, Jones ha articolato la struttura su più livelli che seguono l'andamento della collina.
Verticalità: L'uso di sottili pilastri in legno e ampie vetrate crea un ritmo verticale che imita i tronchi degli alberi circostanti.
Trasparenza: I confini tra interno ed esterno sono sfumati, rendendo la foresta parte integrante dell'arredo.
2. Geometria e Materiali
Jones prediligeva una tavolozza di materiali "onesti":
Pietra locale: Utilizzata per i basamenti e i grandi camini, che fungono da ancora visiva e strutturale (il "cuore" della casa).
Legno di Cedro: Usato per la struttura e le finiture, scelto per la sua capacità di invecchiare armoniosamente con l'ambiente.
Vetro: Grandi superfici vetrate che permettono alla luce naturale di mutare l'atmosfera interna durante il giorno.
3. La "Scatola" Esplosa
Seguendo la lezione di Wright, Jones "rompe la scatola" tradizionale. Gli angoli sono spesso svuotati o sostituiti da vetro, e il tetto presenta gronde profonde che proteggono le pareti e creano zone d'ombra drammatiche, aumentando il senso di protezione (il concetto di Shelter).
SINTESI DEI PRINCIPI ORGANICI DI EUINE FAY JONES
La filosofia di Euine Fay Jones rappresenta la transizione dell'architettura organica da una visione puramente funzionale e orizzontale (Wright) a una poetica, verticale e spirituale, radicata nel paesaggio delle montagne Ozark.
Ecco i principi fondamentali del suo pensiero:
Integrazione Simbiotica: L'edificio non è un oggetto appoggiato sul terreno, ma una sua estensione. Jones cercava di preservare l'ecologia del sito seguendo la "regola dei due uomini": ogni componente strutturale doveva essere trasportabile a mano per non usare macchinari pesanti che avrebbero danneggiato la foresta.
Ozark Gothic: È il suo concetto chiave. Unisce la logica strutturale delle cattedrali gotiche (verticalità e scheletri leggeri) con i materiali e le forme della foresta americana. Il risultato sono spazi che imitano la densità dei rami e il filtro della luce tra le chiome.
La Struttura come Ornamento: Rifiutava la decorazione applicata. L'estetica deriva dalla ripetizione ritmica degli elementi portanti (tralicci, travi, giunti in acciaio). Ogni giunto è un dettaglio poetico che racconta come l'edificio è costruito.
Trasparenza e Luce: Per Jones, la luce è un materiale da costruzione. Le sue pareti di vetro trasformano l'interno in uno "strumento per la musica della natura", dove il tempo atmosferico e le stagioni diventano parte dell'arredamento interno.
Unità Totale (Gesamtkunstwerk): La casa è un organismo unico. Dai mobili integrati (built-ins) alle lampade, ogni dettaglio segue la stessa geometria (spesso basata sul diamante o sul triangolo) della pianta principale, creando un senso di pace e coerenza psicologica.
Dimensione Spirituale: Anche nelle case private, Jones mirava a elevare lo spirito. L'architettura deve offrire sia rifugio (il calore del focolare e della pietra) che prospettiva (la vista infinita verso l'esterno), soddisfacendo il bisogno umano di protezione e libertà.
Per un'analisi visiva di come questi principi si traducano in realtà, si possono consultare i progetti documentati dalla Fay Jones School of Architecture and Design.
"L'architettura organica è come un organismo vivente: ogni parte è legata al tutto e il tutto è legato alle parti." — Concetto cardine del lavoro di Fay Jones.
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