Reima PIETILA (1923-1993) - Raili PIETILA (1926-2021) architettura organica scandinava
di Carlo Sarno
INTRODUZIONE
L'architettura di Reima e Raili Pietilä rappresenta un'evoluzione radicale del modernismo finlandese, distaccandosi dal rigore funzionalista per abbracciare una visione organica, espressionista e profondamente legata all'identità del luogo (Genius Loci).
Ecco i pilastri del loro stile unico:
1. Fusione con il Paesaggio (Morfologia Naturale)
I Pietilä non vedevano l'edificio come un oggetto estraneo, ma come un'estensione della topografia.
Dipoli (Student Union, Espoo): È l'opera simbolo. La linea del tetto simula la microgeografia del sito e le pareti in granito a vista fondono l'edificio con la foresta circostante, eliminando i confini tradizionali tra interno ed esterno.
Biblioteca Metso (Tampere): Progettata con una forma a spirale che ricorda il guscio di una chiocciola o, vista dall'alto, un cedrone (da cui il nome Metso). Non presenta angoli retti, imitando la fluidità delle forme naturali e delle formazioni glaciali.
2. Linguaggio e Simbolismo
Reima Pietilä era un teorico che esplorava la connessione tra l'architettura, la lingua finlandese e la filosofia.
Morfologia letterale: Per lui, la forma architettonica poteva tradurre i suoni e la struttura del linguaggio nazionale.
Chiesa di Kaleva (Tampere): La pianta ricorda il simbolo del pesce cristiano, ma lo spazio interno, con le sue altissime fessure di luce, è concepito per evocare la monumentalità scultorea e la musica d'organo.
3. Materiali e Sperimentazione
Il loro approccio preferiva materiali che invecchiassero insieme alla natura:
Materiali locali: Uso estensivo di granito, rame, legno e vetro.
Anticonformismo: Si opponevano alla prefabbricazione di massa degli anni '60, cercando invece la libertà espressiva e modelli matematici complessi per sfidare le regole classiche della composizione.
Opere Chiave da Conoscere
Dipoli Student Union (1961-66): Un "organismo" di roccia e cemento a Espoo.
Chiesa di Kaleva (1959-66): Un prisma luminoso e scultoreo a Tampere.
Biblioteca Metso (1978-86): La celebrazione della forma curva e organica.
Mäntyniemi (1984-93): La residenza ufficiale del Presidente della Finlandia, loro ultima grande opera corale.
LA TEORIA ORGANICA DEI PIETILA
La filosofia organica di Reima e Raili Pietilä è una delle più profonde e intellettualizzate del XX secolo. Mentre molti architetti organici (come Frank Lloyd Wright) si basavano sull'intuizione, i Pietilä svilupparono un sistema teorico complesso chiamato "Morfologia dell'Architettura".
Ecco i concetti chiave che definiscono la loro visione teorica:
1. Il "Genius Loci" come Linguaggio
Per Reima Pietilä, il sito non era solo uno spazio fisico, ma un accumulo di memorie, suoni e strutture biologiche.
Architettura come Traduzione: Reima sosteneva che l'architetto dovesse "ascoltare" il luogo e tradurre le sue caratteristiche naturali in forme costruite. Non si trattava di imitare la natura (mimesi), ma di interpretarne le leggi di crescita.
L'Identità Finlandese: Credevano che l'architettura dovesse riflettere la cultura e la lingua locale. Reima esplorò spesso il legame tra la struttura della lingua finlandese (agglutinante e complessa) e la forma degli spazi, cercando un'alternativa "boreale" al classicismo mediterraneo.
2. La Critica al Funzionalismo (Il "Non-Rettangolo")
I Pietilä si opposero fermamente alla standardizzazione e alla "scatola" del Movimento Moderno.
Rifiuto dell'Angolo Retto: Per loro, l'angolo di 90 gradi era una convenzione umana astratta, assente in natura. La loro teoria prevedeva l'uso di geometrie frattali e irregolari molto prima dell'avvento dei computer.
Lo Spazio Esperienziale: Lo spazio non doveva essere solo funzionale, ma doveva stimolare i sensi. I corridoi di Dipoli, ad esempio, non sono semplici percorsi, ma simulano sentieri che si snodano tra le rocce di una foresta.
3. La "Geometria Morfica"
Invece di usare forme geometriche semplici (cerchi, quadrati), i Pietilä teorizzarono forme che sembravano essere in costante divenire.
L'Incompiutezza: La teoria organica dei Pietilä suggerisce che un edificio non dovrebbe mai sembrare "finito" o statico, ma piuttosto una fase di un processo naturale continuo.
La Topografia come Pianta: In molti loro progetti, la pianta dell'edificio è letteralmente la proiezione delle curve di livello del terreno, rendendo l'edificio un "accidente geografico" creato dall'uomo.
4. Il Ruolo di Raili Pietilä: Dalla Teoria alla Realtà
Mentre Reima era il filosofo e il teorico visionario, Raili Paatelainen (sua moglie e socia) era la forza che rendeva abitabili queste astrazioni.
L'Umanizzazione dello Spazio: Raili si occupava della scala umana, dei dettagli materici e degli arredi. Senza il suo contributo, le complesse teorie di Reima avrebbero rischiato di diventare sculture inabitabili.
Continuità Materica: Raili assicurava che la filosofia organica penetrasse fino al design dei mobili e delle maniglie, garantendo che l'esperienza dell'utente fosse coerente con la visione macroscopica del sito.
In sintesi: Una filosofia di "Resistenza"
La loro teoria può essere vista come una forma di resistenza culturale:
Contro la monotonia della prefabbricazione industriale.
Contro l'internazionalismo che rendeva gli edifici uguali a Helsinki come a New York.
A favore di un'architettura che fosse "un pezzo di natura civilizzato".
Reima definiva scherzosamente il suo stile come "architettura del caos controllato", dove l'ordine non era imposto dall'esterno, ma emergeva dalle complessità del sito stesso.
MORFOLOGIA DELL'ARCHITETTURA
Il concetto di morfologia e di geometria morfica rappresenta il cuore pulsante della sperimentazione dei Pietilä. Per Reima Pietilä, la morfologia non era una scelta estetica, ma una vera e propria scienza della forma che studiava come l'architettura potesse "crescere" organicamente da un contesto.
Ecco un approfondimento tecnico e filosofico su questi concetti:
1. Oltre la Geometria Euclidea
Mentre l'architettura tradizionale si basa sulla geometria euclidea (punti, linee rette, cerchi, angoli retti), la geometria morfica dei Pietilä si ispira alla geometria frattale e alle forme naturali non lineari.
L’Indeterminatezza: Invece di definire un volume chiuso, i Pietilä cercavano forme "aperte". Una parete non era solo un confine, ma una linea che poteva piegarsi, spezzarsi o curvarsi per rispondere a un albero, a una roccia o a un raggio di luce.
La Topologia: La loro geometria è più vicina alla topologia (lo studio delle proprietà delle figure che non cambiano quando vengono deformate) che alla geometria classica. Gli spazi fluiscono l'uno nell'altro come se fossero scavati nell'argilla o modellati dall'erosione.
2. La Morfologia come "Processo di Formazione"
Per i Pietilä, la "forma" è il risultato finale di un processo, non un punto di partenza. Questo processo era influenzato da tre fattori che Reima chiamava "forze morfogenetiche":
Fattori Naturali: Le curve di livello del terreno, la direzione del vento, il movimento del sole alle latitudini nordiche.
Fattori Culturali: I miti locali (come il Kalevala), i ritmi della lingua finlandese e le tradizioni costruttive in legno.
Fattori Funzionali: Il modo in cui le persone si muovono naturalmente in uno spazio (senza percorsi obbligati a 90 gradi).
3. La "Morfologia Letterale" (Architettura e Linguaggio)
Uno degli aspetti più affascinanti e complessi della teoria di Reima è il parallelo tra morfologia linguistica e morfologia architettonica.
Reima sosteneva che, poiché la lingua finlandese è strutturalmente diversa dalle lingue indoeuropee (è una lingua agglutinante, dove le parole cambiano forma aggiungendo suffissi), anche l'architettura finlandese doveva avere una "grammatica" propria, fatta di variazioni continue e forme complesse, piuttosto che di moduli ripetitivi.
4. Esempi Pratici di Geometria Morfica
Opera Applicazione della Geometria Morfica
Dipoli La pianta è una serie di linee spezzate che imitano le fratture del granito locale. Non c'è una facciata principale; l'edificio "serpeggia" tra i pini.
Metso (Biblioteca) La forma a chiocciola non è un cerchio perfetto, ma una spirale logaritmica che si espande, permettendo alla luce di entrare con angolazioni diverse in ogni sezione.
Mäntyniemi Qui la morfologia raggiunge il massimo dettaglio: i soffitti e le pareti sono trattati come superfici geologiche, con migliaia di angoli e sfaccettature che scompongono la luce.
5. Il Metodo di Progettazione: Lo Schizzo come Esplorazione
La geometria morfica non veniva calcolata a tavolino, ma scoperta attraverso il disegno. Reima Pietilä produceva migliaia di schizzi a carboncino o matita grassa.
Questi disegni non erano piante tecniche, ma esplorazioni di "flussi". Raili poi traduceva queste intuizioni grafiche in disegni esecutivi complessi, trovando soluzioni tecniche per realizzare pareti inclinate o tetti dalla geometria impossibile.
Oggi consideriamo i Pietilä i precursori dell'architettura parametrica. Tuttavia, a differenza dell'architettura digitale moderna, la loro geometria morfica era sempre materica e locale: non cercavano la stranezza per il gusto della novità, ma per onorare la complessità della natura.
METODO PROGETTUALE ORGANICO
Costruire le visioni dei Pietilä prima dell'era dei software CAD e della modellazione parametrica fu una sfida ingegneristica e artigianale monumentale. Senza algoritmi, la precisione veniva ottenuta attraverso un dialogo fisico tra il disegno, il modello in scala e il cantiere.
Ecco come riuscivano a trasformare la "geometria morfica" in pietra, vetro e cemento:
1. Il Modello in Gesso: Il "Computer" Analogico
In assenza di 3D digitale, lo strumento principale era il modello in gesso o in argilla.
I Pietilä scolpivano l'edificio come un pezzo unico. Questo permetteva loro di verificare la continuità delle superfici curve che erano impossibili da visualizzare correttamente in semplici piante o prospetti bidimensionali.
Una volta approvata la forma scultorea, lo studio doveva "sezionare" il modello: tracciavano centinaia di sezioni trasversali manuali per capire come tradurre quelle curve in istruzioni per i costruttori.
2. La Geometria Descrittiva e il Disegno Tecnico
Il passaggio dal disegno artistico al cantiere richiedeva una padronanza assoluta della geometria descrittiva.
Per la Biblioteca Metso, Raili e il team dovettero disegnare piante per ogni singolo livello di altezza, poiché le pareti inclinate e curve cambiavano profilo a ogni centimetro di elevazione.
I disegni esecutivi dei Pietilä sono famosi per la loro densità: dove un architetto normale usava un solo raggio di curvatura, loro potevano usarne decine, raccordati tra loro in modo empirico per simulare la fluidità naturale.
3. Artigianato e Cantiere: L'Edificio "Scolpito"
La costruzione diventava un processo quasi scultoreo in situ.
Casseformi su misura: Per le pareti curve in cemento armato (come nella Chiesa di Kaleva o a Dipoli), i carpentieri dovevano costruire casseforme in legno estremamente complesse, spesso lavorate pezzo per pezzo come se stessero costruendo lo scafo di una nave.
Posa "estemporanea" della pietra: A Dipoli, Reima Pietilä passava ore in cantiere insieme ai muratori. Non si limitava a dare un disegno; indicava fisicamente come le pietre di granito dovevano essere incastrate per seguire l'andamento del terreno, trattando i muratori come co-artisti.
4. La Gestione della Luce (Il Lucernario come Strumento)
Poiché la geometria morfica creava spazi profondi e irregolari, la luce non poteva essere gestita con finestre standard.
Inventarono sistemi di lucernari a fessura e finestre a nastro che seguivano l'andamento irregolare del tetto.
Ogni infisso in legno o metallo doveva essere tagliato individualmente, poiché in edifici come Mäntyniemi non esistevano quasi due finestre identiche. Questo richiedeva una manovalanza finlandese altamente specializzata, abituata a lavorare il legno con precisione millimetrica.
5. Il Dettaglio Totale
Per mantenere la coerenza della teoria organica, ogni elemento doveva adattarsi alla geometria generale.
Arredi integrati: Raili progettava mobili che assecondavano la curvatura delle pareti. Se una parete ruotava di 5 gradi, il mobile o il corrimano dovevano seguire quella rotazione.
Materiali tattili: Per compensare la complessità geometrica (che poteva risultare fredda o astratta), usavano materiali caldi e rugosi: mattoni posati di costa, piastrelle di ceramica fatte a mano, rame ossidato e legni locali (pino e betulla).
Un aneddoto significativo
Si dice che durante la costruzione di Dipoli, i disegni fossero così complessi che i costruttori inizialmente si rifiutarono di procedere. Reima dovette spiegare che l'edificio non doveva essere "costruito", ma "lasciato accadere" seguendo le rocce sottostanti. Fu una delle prime volte in cui il cantiere non fu l'esecuzione di un piano fisso, ma un'improvvisazione guidata.
Questa complessità artigianale è il motivo per cui oggi i loro edifici sono considerati irripetibili: richiedevano un tempo e una dedizione che il mercato edilizio moderno raramente permette.
LA CHIESA DI KALEVA
La Chiesa di Kaleva (1964-1966) a Tampere è il caso studio perfetto per capire come i Pietilä abbiano trasformato una teoria complessa in un'opera monumentale di "brutalismo organico".
1. Il Concept: La "Foresta di Luce"
Sebbene la pianta ricordi la forma stilizzata di un pesce (antico simbolo cristiano), l'intenzione spaziale era quella di ricreare una radura in una foresta.
Verticalità estrema: L'edificio è composto da 17 enormi setti in cemento alti circa 35 metri.
Luce zenitale e laterale: Tra un setto e l'altro si aprono strette fessure vetrate a tutta altezza che inondano l'interno di luce naturale, simulando i raggi che filtrano tra i tronchi degli alberi.
2. Tecnica Costruttiva: Lo "Slip Forming"
Per realizzare queste pareti altissime e sottili senza giunture visibili, i Pietilä utilizzarono una tecnica allora d'avanguardia per l'edilizia civile: il cemento a faccia vista con casseformi rampanti (slip forming).
Velocità record: Le pareti furono gettate in soli 12 giorni di lavoro ininterrotto.
Il "Silo delle Anime": Proprio per l'uso di questa tecnica (tipica dei silos agricoli), la chiesa ricevette il soprannome popolare di "Silo delle Anime" (Sielujen siilo).
3. Geometria Variabile (Il tocco di Raili)
Nonostante l'apparente ripetitività, nessuno dei 17 setti è identico all'altro.
Ogni elemento a "U" ha una curvatura o una larghezza leggermente diversa, creando un ritmo visivo dinamico che evita la monotonia industriale.
Arredi integrati: Raili Pietilä progettò l'intero interno (altare, banchi, organo) in pino finlandese laccato, usando forme scultoree che dialogano con la geometria rigorosa del cemento.
4. Il Rivestimento Esterno
Originariamente il cemento doveva rimanere grezzo, ma per integrare meglio l'edificio con i mattoni gialli degli edifici residenziali circostanti, fu deciso di rivestire l'esterno con piastrelle ceramiche color sabbia. Questo crea un contrasto affascinante tra la "pelle" esterna chiara e l'interno monumentale in cemento e legno.
LA RESIDENZA PRESIDENZIALE DI MANTYNIEMI
Mäntyniemi (completata nel 1993) è il capolavoro finale di Reima e Raili Pietilä, una sintesi totale della loro geometria morfica applicata alla massima scala istituzionale. È considerata una delle residenze di Stato più moderne e filosoficamente profonde al mondo.
1. Il Concept: L'Architettura come "Paesaggio Glaciale"
Il progetto non nasce da un'idea di "edificio", ma di topografia.
Morfologia: La pianta si articola lungo la costa seguendo le irregolarità del terreno granitico. L'intero complesso sembra un accumulo di blocchi di ghiaccio o rocce levigate dal ritiro dei ghiacciai.
Integrazione totale: Gli architetti hanno evitato di abbattere gli alberi esistenti, "incastrando" i volumi tra i pini e le rocce della penisola di Meilahti a Helsinki.
2. Geometria e Luce: Il Trionfo dell'Irregolarità
In Mäntyniemi, il concetto di "angolo retto" è quasi inesistente.
Finestre a nastro: Sono presenti oltre 300 finestre, quasi tutte di dimensioni e forme diverse. La luce entra con angolazioni sempre differenti, mutando l'atmosfera interna a seconda dell'ora e della stagione.
Soffitti scultorei: I soffitti in legno di betulla sono composti da migliaia di listelli che seguono curvature complesse, creando un senso di protezione simile a quello di una grotta naturale.
3. L'Opera d'Arte Totale (Gesamtkunstwerk)
Come in ogni progetto dei Pietilä, ma qui con un budget presidenziale, ogni dettaglio è stato disegnato su misura:
Interni di Raili: Raili Pietilä ha curato ogni tappeto, maniglia, mobile e lampadario. I materiali sono esclusivamente finlandesi: granito di Viitasaari, legno di betulla, rame e vetro.
Dialogo con l'arte: La residenza è concepita per ospitare opere d'arte contemporanea finlandese integrate nelle pareti stesse, come il celebre rilievo Ghiaccio Vagante di Reijo Paarlahti.
4. Simbolismo Politico e Culturale
A differenza delle residenze presidenziali classiche (monumentali e simmetriche), Mäntyniemi comunica i valori della democrazia finlandese:
Trasparenza: Il massiccio uso del vetro riflette l'apertura verso la natura e il popolo.
Austerità organica: Non c'è sfarzo dorato, ma una ricchezza data dalla qualità della luce e dalla maestria artigianale.
Il nome "Mäntyniemi" significa "Punta dei Pini". L'edificio è talmente complesso che durante la costruzione i disegni tecnici erano così numerosi da richiedere una gestione logistica senza precedenti per l'epoca.
DIPOLI, SEDE DEL SINDACATO STUDENTESCO
Dipoli (1961-1966), la sede del sindacato studentesco dell'Università di Tecnologia di Helsinki a Otaniemi, è l'opera che ha consacrato i Pietilä a livello internazionale. È l'espressione più pura e radicale del loro "brutalismo organico".
Se la Chiesa di Kaleva è verticalità e misticismo, Dipoli è terra, roccia e mimesi con il sottosuolo.
1. Il Concept: L'edificio come "Incidente Geologico"
Il progetto non è stato calcolato partendo da volumi geometrici, ma ascoltando la topografia del sito.
L'ostacolo come forma: Reima Pietilä studiò la posizione dei massi erratici e degli alberi di pino presenti sul terreno. Invece di spianare il sito, "piegò" l'architettura attorno ad essi.
La metafora della grotta: L'edificio non sembra costruito sopra il terreno, ma sembra emergere da esso o esservi incastrato. L'ingresso principale appare come l'imboccatura di una caverna.
2. Elementi Architettonici Distintivi
Il Tetto di Rame: È l'elemento più celebre. Una vasta superficie di rame piegata in centinaia di sfaccettature che seguono un ritmo irregolare. Visto dall'alto, il tetto sembra la chioma di una foresta o una serie di scaglie di roccia.
I Seti in Granito: Le pareti esterne sono rivestite con blocchi di granito locale grezzo. La transizione tra la roccia naturale del sito e le pareti dell'edificio è quasi invisibile.
Le Finestre "Frammentate": Le aperture non sono fori regolari, ma fessure orizzontali che seguono l'andamento della linea del tetto e del suolo, inquadrando il paesaggio come se si guardasse fuori da un bosco.
3. Gli Interni: Un Labirinto Naturale
All'interno, i Pietilä (con Raili che cura magistralmente i dettagli) creano un'esperienza spaziale dinamica:
Percorsi organici: Non ci sono corridoi dritti. Muoversi in Dipoli è come camminare lungo un sentiero naturale; lo spazio si apre e si restringe, costringendo il visitatore a essere consapevole del proprio movimento.
Materiali tattili: Cemento a vista, legno scuro, grandi camini in pietra e pavimenti che sembrano terra battuta. Tutto è pensato per stimolare il tatto e l'udito (l'acustica è ovattata, tipica degli spazi naturali).
L'uso del Cemento: Qui il cemento non è freddo o industriale, ma è trattato come "pietra liquida", modellato in forme plastiche e scultoree.
4. Il Simbolismo del Nome
Il nome Dipoli ha un doppio significato:
In fisica, si riferisce al "dipolo" (connesso alla natura tecnologica dell'università).
In finlandese, gioca con l'idea di "due poli", ma anche di una sfida alle convenzioni.
Perché Dipoli è rivoluzionario?
In un'epoca (gli anni '60) dominata dal vetro e dall'acciaio di Mies van der Rohe, Dipoli fu uno shock. Dimostrò che la modernità poteva essere arcaica, selvaggia e profondamente legata alla terra. È il manifesto del "non-metodo" dei Pietilä: un'architettura che non impone un ordine, ma ne scopre uno nuovo nella complessità della natura.
Un dettaglio curioso
I Pietilä disegnarono perfino i camini come sculture organiche colossali. Quando l'edificio fu restaurato qualche anno fa per diventare il centro visitatori dell'Aalto University, gli architetti rimasero sbalorditi dalla precisione con cui ogni singola pietra era stata posizionata per rispondere a una logica estetica che sfugge alla geometria tradizionale.
FRANK LLOYD WRIGHT E REIMA PIETILA
La relazione tra Frank Lloyd Wright e Reima Pietilä è quella di una filiazione ideale nel campo dell'architettura organica, sebbene declinata in modi profondamente diversi. Pietilä riconosceva in Wright il pioniere che aveva distrutto la "scatola" dell'architettura tradizionale per creare una nuova interazione tra interno ed esterno.
Ecco i punti di contatto e le divergenze tra i due maestri:
1. La Distruzione della Scatola
Entrambi hanno combattuto contro la rigidità del modernismo ortodosso e dell'angolo retto.
Wright ha introdotto il concetto di pianta libera e continuità spaziale, dove le pareti non sono più confini ma flussi.
Pietilä ha portato questa idea oltre, eliminando quasi totalmente la geometria euclidea a favore di una geometria morfica basata su frammenti e forme naturali complesse.
2. Rapporto con la Natura
Per entrambi, l'edificio deve "crescere" dal sito, ma con sfumature diverse:
L'Armonia di Wright: Per l'architetto americano, l'edificio deve essere in armonia con il paesaggio (es. la casa sulla cascata), seguendo principi di equilibrio e proporzione umana.
Il Misticismo di Pietilä: Per Pietilä, la natura è un "fratello maggiore" della cultura. Il suo approccio era quasi sciamanico e volto a tradurre la morfologia geologica (rocce, ghiacci, foreste) direttamente in cemento e pietra.
3. Filosofia e "Forma e Funzione"
Entrambi hanno reinterpretato il celebre dogma di Sullivan:
Wright sosteneva che "forma e funzione sono uno", cercando un'unità spirituale e democratica nell'opera d'arte totale.
Pietilä presentava Wright come il modello dell'architetto moderno capace di unire queste polarità, ma aggiungeva una dimensione linguistica e culturale tipicamente finlandese, vedendo l'architettura come una forma di linguaggio regionale.
In sintesi: Dal Prato alla Foresta
Se Wright ha creato un'architettura organica che "abita" il paesaggio americano (come nelle Prairie Houses), i Pietilä hanno creato un'architettura organica che "diventa" il paesaggio nordico. Wright è stato l'ispiratore che ha aperto la strada alla libertà espressiva che Pietilä ha poi spinto verso l'espressionismo morfologico più estremo.
ALVAR AALTO E REIMA PIETILA
La relazione tra Alvar Aalto e Reima Pietilä è definita da un profondo legame di continuità e, allo stesso tempo, da una radicale divergenza teorica. Se Aalto è il "padre" del modernismo umano finlandese, i Pietilä ne sono stati gli "eredi ribelli" che hanno spinto la filosofia organica verso territori inesplorati.
1. Continuità: La Via Finlandese all'Organico
Entrambi hanno rifiutato il rigore meccanicistico del Razionalismo europeo (come quello di Le Corbusier) a favore di un'architettura centrata sull'uomo e sulla natura:
Materiali: Condividono l'uso di materiali caldi e locali come legno, mattone e pietra.
Genius Loci: Per entrambi, l'edificio deve nascere dal dialogo con il paesaggio e il clima nordico.
Umanizzazione: Aalto ha introdotto il design basato sul benessere sensoriale (es. Sanatorio di Paimio), un concetto che i Pietilä hanno espanso attraverso la fenomenologia dello spazio.
2. Divergenza: Ordine vs. Caos Morfico
Nonostante le radici comuni, le loro visioni differiscono nel modo di interpretare la "forma":
Aalto (Minimalismo fluido): Il suo stile è descritto come un "razionalismo esteso". Le sue forme sono fluide ma mantengono una chiarezza scultorea e una gerarchia funzionale precisa (es. l'auditorium a ventaglio dell'Università di Aalto).
Pietilä (Espressionismo radicale): Reima e Raili hanno cercato una "rottura" con il modernismo ortodosso, abbracciando forme irregolari, labirintiche e primitive. Se Aalto civilizzava la natura, i Pietilä cercavano di far sì che l'architettura diventasse natura selvaggia.
3. Il Caso di Otaniemi: Il Contrappunto Visivo
Il campus dell'Università di Aalto a Espoo è il luogo fisico dove questa relazione è più evidente:
L'edificio principale di Aalto (1960) è una creazione solenne in mattoni rossi che funge da cuore istituzionale e ordinato.
Il Dipoli dei Pietilä (1966), situato a breve distanza, funge da "contrappunto giocoso e rugoso" con le sue forme in granito grezzo e linee organiche che sembrano scaturire direttamente dal terreno, sfidando la pulizia formale di Aalto.
4. Eredità e Successione
Dopo la morte di Aalto nel 1976, i Pietilä sono diventati gli architetti finlandesi più rinomati a livello internazionale, portando avanti la "via finlandese alla modernità" in modo autonomo e teoricamente più denso. Mentre Aalto lavorava sull'intuizione e il dettaglio funzionale, i Pietilä hanno introdotto una dimensione meta-linguistica e filosofica che ha influenzato le generazioni successive di architetti fenomenologi.
REIMA PIETILA E IMRE MAKOVECZ
La relazione tra Reima Pietilä e Imre Makovecz è quella di due "giganti paralleli" dell'architettura organica europea del secondo Novecento. Sebbene operassero in contesti diversi (Finlandia vs Ungheria), entrambi sono considerati i principali esponenti di una resistenza culturale e formale contro l'internazionalismo grigio e burocratico.
Ecco i punti fondamentali che connettono le loro visioni:
1. L'Architettura come Identità Nazionale
Entrambi hanno rifiutato lo stile globale a favore di un'architettura che "parlasse" la lingua del proprio popolo:
Pietilä: Cercava una "morfologia boreale" legata alla lingua finlandese e ai miti del Kalevala.
Makovecz: Fondatore dell'architettura organica ungherese, cercava di recuperare le radici magiare e i simboli della tradizione contadina dell'Europa Centrale per opporsi al realismo socialista imposto dall'URSS.
2. Antropomorfismo e Zoomorfismo
Entrambi vedevano l'edificio come un essere vivente:
Pietilä: Disegnava edifici che ricordavano uccelli (Metso), pesci (Chiesa di Kaleva) o formazioni glaciali (Mäntyniemi).
Makovecz: Le sue opere sono esplicitamente antropomorfe o zoomorfe. Le sue chiese e i padiglioni (come quello dell'Expo 92 a Siviglia) hanno "ali", "occhi" e "costole", richiamando la struttura di uno scheletro o di un albero sacro.
3. Materiali Primitivi e Sacralità
Entrambi prediligevano materiali "vivi": il legno (per Makovecz era quasi una religione, per Pietilä un elemento di continuità) e la pietra.
Condividevano un'idea di spazio sacro come rifugio protettivo. La Chiesa di Siófok di Makovecz e la Chiesa di Kaleva di Pietilä cercano entrambe di ricreare la sensazione di trovarsi all'interno di un organismo o sotto la chioma di una foresta.
4. Il Ruolo di "Eretici" del Modernismo
Sia Pietilä che Makovecz furono inizialmente isolati dai circuiti accademici ufficiali perché le loro opere erano considerate "troppo strane" o irrazionali:
Pietilä sfidava l'egemonia di Alvar Aalto con un organicismo più selvaggio.
Makovecz operava quasi in clandestinità intellettuale nell'Ungheria comunista, vedendo nel legno e nelle forme curve un atto di libertà politica.
In sintesi: Due facce dell'Europa Organica
Se Pietilä rappresenta l'anima intellettuale e morfologica del Nord, Makovecz rappresenta l'anima mistica e simbolica dell'Est. Entrambi hanno lasciato un'eredità che oggi ispira chi cerca un'architettura che non sia solo "funzione", ma "spirito del luogo".
GIOVANNI MICHELUCCI E REIMA PIETILA
La relazione tra Giovanni Michelucci e Reima Pietilä non è basata su una collaborazione diretta, ma su una profonda affinità elettiva nel campo dell'architettura organica e del superamento dei dogmi del Razionalismo. Entrambi sono visti come architetti "eretici" che hanno cercato di restituire all'architettura una dimensione umana, spirituale e paesaggistica.
I punti di contatto più significativi riguardano la loro visione della forma e dello spazio:
1. L'Architettura come Percorso e "Tenda"
Entrambi hanno rifiutato l'idea di facciata statica a favore di uno spazio dinamico:
Michelucci: Nella Chiesa dell'Autostrada (San Giovanni Battista, 1964), crea una copertura a "tenda" fluida in cemento e rame che accoglie il viaggiatore, eliminando un punto di vista preferenziale.
Pietilä: In Dipoli o nella Biblioteca Metso, progetta spazi che si snodano come sentieri naturali, dove l'edificio stesso è concepito come un riparo organico e non come un volume rigido.
2. Il Rifiuto del Razionalismo "Freddo"
Entrambi hanno operato una "rottura" con il Funzionalismo ortodosso:
Michelucci resisteva alle etichette di "razionalista" o "espressionista", preferendo definirsi un "architetto per l'umanità". Vedeva l'architettura come un organismo vivente che doveva adattarsi alla vita sociale.
Pietilä cercava un'alternativa boreale e morfica, rifiutando l'angolo retto per abbracciare forme che sembrano modellate da forze geologiche.
3. Materiali e Simbolismo
Michelucci utilizzò pilastri "ad albero" e muri in pietra scalpellata a mano per connettere la Chiesa dell'Autostrada al paesaggio toscano.
Pietilä utilizzò il granito e il rame per fondere le sue opere con la foresta finlandese.
Entrambi vedevano il rame e la pietra come materiali capaci di invecchiare organicamente e di dialogare con la luce in modo drammatico.
4. Il Metodo: Modellare invece di Disegnare
Una delle somiglianze più forti risiede nel processo creativo:
La Chiesa dell'Autostrada di Michelucci è stata descritta come un'opera "non disegnata ma modellata", enfatizzando la natura scultorea del suo rilievo.
Allo stesso modo, Pietilä usava modelli in gesso e migliaia di schizzi per "scolpire" la forma prima di tradurla in piante tecniche.
Pur appartenendo a contesti geografici diversi, Michelucci e Pietilä rappresentano due facce della stessa medaglia: la ricerca di un'architettura che non sia un oggetto industriale, ma un paesaggio abitabile carico di significati simbolici e civili.
PRINCIPI ORGANICI DI REIMA E RAILI PIETILA
L'architettura organica di Reima e Raili Pietilä si distingue per un approccio che supera la semplice "estetica naturale", diventando una complessa teoria della forma (morfologia).
Ecco la sintesi dei loro principi fondamentali:
1. Il "Genius Loci" come Morfologia
Per i Pietilä, l'architettura non si poggia sul terreno, ma ne è l'estensione.
Mimesi Geologica: L'edificio deve imitare le leggi di formazione del paesaggio circostante (rocce, ghiacci, foreste).
Topografia attiva: La pianta dell'edificio non segue schemi geometrici astratti, ma le curve di livello e le irregolarità del sito (es. Dipoli).
2. Geometria Morfica (Rifiuto del Rettangolo)
I Pietilä consideravano l'angolo retto una convenzione umana "estranea" alla biologia.
Forme Aperte: Uso di linee spezzate, curve logaritmiche e geometrie frattali che suggeriscono una crescita continua, come in un organismo vivente.
Fluidità Spaziale: Gli spazi interni sono concepiti come "sentieri" o "caverne" dove il movimento dell'uomo è libero e non vincolato da corridoi rettilinei.
3. Architettura come Linguaggio
Reima Pietilä teorizzò una connessione profonda tra cultura e forma:
Identità Borea: L'architettura deve riflettere la struttura "agglutinante" e complessa della lingua finlandese e dei miti locali (come il Kalevala), opponendosi all'internazionalismo anonimo.
Morfologia Letterale: Il design diventa un modo per "scrivere" nel paesaggio la storia e l'identità del luogo.
4. L'Opera d'Arte Totale (Gesamtkunstwerk)
Grazie al ruolo di Raili Pietilä, la filosofia organica non si ferma alla struttura ma permea ogni dettaglio:
Continuità Materica: Uso di materiali che invecchiano naturalmente (rame, granito, legno di pino e betulla).
Design Integrato: Arredi, maniglie, luci e tessuti sono progettati su misura per assecondare le forme irregolari dell'edificio, garantendo un'esperienza sensoriale coerente.
5. Il Primato della Luce
Nelle latitudini nordiche, la luce è un materiale da costruzione:
Cattura dinamica: Finestre a fessura e lucernari irregolari sono posizionati per catturare la luce solare radente, creando ombre drammatiche che mutano costantemente la percezione dello spazio.
Mentre il modernismo classico cercava la perfezione nella macchina, i Pietilä cercavano la verità nella natura selvatica, trasformando il cemento e la pietra in un "paesaggio civilizzato".
OPERE ORGANICHE SIGNIFICATIVE
L'opera di Reima e Raili Pietilä è caratterizzata da una ricerca costante di dialogo con la natura e il paesaggio, spesso interpretando forme biologiche o geologiche. Ecco le loro realizzazioni organiche più significative:
Dipoli (1966, Espoo): Sede del sindacato studentesco a Otaniemi, è considerata il loro manifesto. L'edificio "naturalizzato" utilizza granito e rame per fondersi con il terreno boscoso, eliminando la distinzione tra struttura artificiale e ambiente roccioso.
Biblioteca Metso (1978-1986, Tampere): La sua forma a chiocciola è ispirata sia al guscio di un mollusco che alla silhouette di un cedrone maschio (metso in finlandese). La copertura curva richiama la tradizione organica di Alvar Aalto.
Mäntyniemi (1984-1993, Helsinki): Residenza ufficiale del Presidente della Finlandia. Qui l'architettura simula un paesaggio dell'Età della Pietra; i camini sul tetto richiamano una foresta bruciata e i prospetti si adattano interamente alla morfologia del sito.
Ambasciata di Finlandia (1985, Nuova Delhi): I motivi del tetto, visti dall'alto, simulano la geomorfologia finlandese con i suoi laghi, colline e isole, mentre le gronde richiamano la neve modellata dal vento.
Chiesa di Kaleva (1959-1966, Tampere): Caratterizzata da una pianta che richiama il simbolo del pesce, utilizza alti setti in cemento per creare uno spazio interno solenne e luminoso, simile a una foresta astratta.
Centro Congregazionale di Hervanta (1979, Tampere): Un complesso che evoca suggestioni legate a favole forestali e rovine storiche, integrandosi con il tessuto urbano attraverso una visione narrativa e organica.
CENTRO CONGREGAZIONALE DI HERVANTA
Il Centro Congregazionale di Hervanta (Tampere, 1975-1979) è uno degli esempi più affascinanti di come i Pietilä abbiano applicato l'architettura organica non a un edificio isolato, ma a un contesto urbano periferico.
Hervanta era un quartiere satellite in rapida espansione, dominato da blocchi residenziali prefabbricati e grigi. L'intervento dei Pietilä fu concepito come un "polmone di mattoni", un luogo capace di restituire identità e calore umano alla comunità.
1. Il Mattone come Materiale "Umano"
A differenza del cemento armato di Kaleva o del granito di Dipoli, qui i Pietilä scelsero il mattone rosso.
Significato: Il mattone rimanda alla tradizione industriale di Tampere e offre una superficie tattile e calda che contrasta con il cemento freddo dei palazzi circostanti.
Posa organica: I mattoni non sono disposti solo in linee dritte; seguono curve morbide e angoli variabili, creando una facciata che sembra "vibrare" sotto la luce.
2. La Forma: Una "Città murata" o una "Rovina"
L'edificio non si presenta come un blocco compatto, ma come un insieme di volumi che sembrano formazioni rocciose o resti di un'antica cittadella.
Morfologia: La pianta è irregolare e "frammentata". Le mura si piegano per creare spazi intermedi, cortili e nicchie che proteggono dal vento del nord.
La "Piazza-Bosco": Il centro non ha un solo ingresso monumentale, ma si apre verso il quartiere attraverso una serie di passaggi che invitano i cittadini a camminare attraverso l'architettura.
3. Gli Interni: Narrazione e Luce
All'interno, l'architettura diventa quasi narrativa, come una fiaba di mattoni:
Dettagli di Raili: Gli arredi e i pavimenti continuano il linguaggio del mattone e del legno, creando una continuità cromatica che rende lo spazio accogliente (un concetto finlandese chiamato kodikkuus, "intimità domestica").
Luci zenitali: Grandi lucernari portano la luce naturale dall'alto, illuminando le pareti di mattone in modo radente e trasformando il materiale grezzo in una superficie quasi dorata.
4. Il Ruolo Sociale: L'Architettura come Servizio
Il complesso non ospita solo la chiesa, ma anche centri sociali, spazi per giovani e uffici. I Pietilä volevano che fosse il "salotto del quartiere". In questo senso, l'organicismo non è solo formale (forme curve), ma funzionale e sociale: un organismo architettonico che cresce e vive insieme alla sua comunità.
L'AMBASCIATA DI FINLANDIA A NUOVA DELHI
L'Ambasciata di Finlandia a Nuova Delhi (progettata nel 1963 e completata nel 1985) è considerata uno dei capolavori assoluti di Reima e Raili Pietilä, definita spesso una delle sedi diplomatiche più belle della capitale indiana.
1. Il Concept: "La neve parla sulle montagne"
Il progetto nacque con il titolo poetico "Snow speaks on the mountains". L'idea dei Pietilä era di trovare un elemento naturale che unisse la Finlandia e l'India: la neve, che caratterizza i laghi invernali finlandesi e le vette dell'Himalaya.
2. Il Tetto Scultoreo
L'elemento architettonico più iconico è la linea del tetto:
Ispirazione geografica: Le ampie superfici bianche e ripiegate richiamano le forme delle creste ghiacciate che circondano il lago Kitkajärvi a Kuusamo, nel nord della Finlandia.
L'arte dell'inverno: La geometria simula le sculture che la natura scava nel ghiaccio durante l'inverno, creando un gioco di luci e ombre unico sotto il forte sole indiano.
3. Fusione di Materiali
L'ambasciata è frutto di una collaborazione costruttiva finno-indiana:
Materiali locali: Le facciate sono rivestite in pietra arenaria prodotta localmente, integrandosi con la tradizione architettonica di Delhi.
Dettagli finlandesi: Sono stati utilizzati cemento dipinto di bianco, mattoni intonacati e legno di teak oliato, mentre gli interni presentano arredi iconici della tradizione finlandese (come quelli di Artek).
4. Il Giardino e gli Interni
Il complesso è immerso in un rigoglioso giardino centrale. All'interno della residenza dell'ambasciatore si trova l'opera "Spring in the North", un grande bassorilievo ceramico di Rut Bryk che raffigura una sorgente d'acqua, rafforzando il legame con la natura nordica.
Recentemente, tra il 2013 e il 2018, il complesso ha subito un importante restauro conservativo guidato dallo studio ALA Architects, che ha ripristinato lo spirito originale dei Pietilä aggiornando i sistemi tecnologici.
LA BIBLIOTECA "METSO" DI TAMPERE
La Biblioteca Principale di Tampere, soprannominata Metso ("cedrone" in finlandese), è uno dei vertici dell'architettura organica di Reima e Raili Pietilä, completata nel 1986.
L'edificio è concepito come un'opera d'arte totale, dove ogni dettaglio — dalle maniglie delle porte all'arredamento — è stato disegnato su misura per integrarsi con la struttura.
Simbolismo e Forma
Il design si discosta radicalmente dalle griglie urbane tradizionali per abbracciare forme mitologiche e naturali:
Il Cedrone: Vista dall'alto, la biblioteca ricorda la sagoma di un cedrone maschio durante il corteggiamento, con le ali spiegate e uno scudo protettivo.
La Spirale: Il nucleo del progetto è una spirale logaritmica ispirata alla conchiglia di un mollusco. Questo schema guida il visitatore in un percorso fluido, privo di angoli retti, simile a un cammino in una foresta.
Influenze Varie: Gli architetti hanno citato tra le loro ispirazioni i motivi ornamentali celtici, le corna di pecora e le formazioni glaciali.
Il design si discosta radicalmente dalle griglie urbane tradizionali per abbracciare forme mitologiche e naturali:
Il Cedrone: Vista dall'alto, la biblioteca ricorda la sagoma di un cedrone maschio durante il corteggiamento, con le ali spiegate e uno scudo protettivo.
La Spirale: Il nucleo del progetto è una spirale logaritmica ispirata alla conchiglia di un mollusco. Questo schema guida il visitatore in un percorso fluido, privo di angoli retti, simile a un cammino in una foresta.
Influenze Varie: Gli architetti hanno citato tra le loro ispirazioni i motivi ornamentali celtici, le corna di pecora e le formazioni glaciali.
Architettura e Materiali
L'esterno e l'interno riflettono la natura finlandese attraverso una palette di colori "terrosi" (blu, verde, bianco) e materiali duraturi:
Esterno: Realizzato in granito, rame, vetro e wiborgite. Il tetto in rame ricorda le cupole tradizionali ma è inclinato di 12 gradi, richiamando l'asse terrestre.
Interno: Domina il cemento a vista unito al granito. La sala principale è coperta da una cupola maestosa e presenta volte a ventaglio di dimensioni variabili.
Arredi: I tessuti interni riprendono i colori dei fiori selvatici e del piumaggio del cedrone.
Oggi la biblioteca funge da hub culturale gratuito, ospitando non solo collezioni di libri ma anche una sezione musicale, spazi espositivi, un caffè e aree di studio silenziose.
L'architettura dei Pietilä ci insegna che costruire non significa imporre un ordine sulla natura, ma scoprire l'ordine che la natura già possiede.
"L'architettura è un pezzo di natura civilizzato attraverso la cultura." — Reima Pietilä
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